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domenica 15 marzo 2015

La Regina dell'Erotismo. (Storia di una donna straordinaria)

Proprio in questi giorni è in corso a Monaco l'Erotik Messe cioè la Fiera Erotica, un'importante manifestazione che si tiene ad Olimpia Park e che, visto il grande successo, si svolge ben due volte l'anno, all'inizio dell'autunno e in primavera.
Ovviamente abbiamo dovuto rinunciare anche se la curiosità è tanta, è vietato l'ingresso ai minorenni, pertanto per qualche anno ne sentiremo solo parlare.

Ma in Tedeschia i sexy shop non mancano, anzi qui è una vera e propria questione di salute e nella religiosa Baviera è più facile trovare un sexy shop che un negozio per animali, davvero!

Colgo con piacere, l'occasione di parlarvi della Donna tetesca che ha scritto la storia dell'erotismo, non come attrice ma come imprenditrice. 
Ecco a voi Beate Uhse.

Per Beate Uhse il sesso è stato prima una preziosissima ancora di salvezza, poi la chiave per il successo e la ricchezza.
Nata in Prussia nel 1919,  a sedici anni lascia la scuola e poco dopo sposa Hans J. Uhse, colonnello pilota della Luftwaffe. Anche Beate prende il brevetto di pilota e diventa l'unica donna dell’aviazione tetesca.

Scoppia la Seconda Guerra Mondiale e tutti e due i coniugi combattono nei cieli d'Europa. Il marito muore sotto i colpi della contraerea inglese e Beate è allo stesso tempo ufficiale dell'aviazione e vedova di guerra. 

Nell' aprile del '45, con i russi ormai alle porte di Berlino, Beate scappa su un bimotore insieme ai suoi due figli verso Nord, si consegna agli inglesi e se la cava con pochi mesi di carcere.

La vita per una vedova di guerra con prole è durissima nella Tedeschia disastrata del dopoguerra. Beate ha l'idea che cambia la sua vita e quella di molti altri teteschi. 
Comincia a vendere nei paesini limitrofi e poi per corrispondenza in tutta la Tedeschia un libretto  intitolato Schrift X. E’ un manuale che spiega il metodo anticoncezionale Ogino-Knaus. 
I tedeschi possono finalmente fare sesso senza mettere al mondo troppi figli. E’ un successo!
Nel 1956 il libretto ha venduto 32mila copie, l'azienda raggiunge i cento dipendenti e un milione di marchi di fatturato. Le procure federali le fanno la guerra, ma nel 1962 la Tedeschia approva una legge che liberalizza la pornografia.
 
La regina dell'erotismo non ha più limiti ed inizia la scalata!
Nel 1962, a Flensburg, apre il suo "negozio di specialità per l'igiene coniugale", il primo in tutto il mondo, l'antenato dei moderni sexy shop.  Nel giro di pochi anni i punti vendita salgono a cento, sparsi in tutta la Germania e le richieste di franchising arrivano da tutto il mondo. 
L'azienda diventa un impero e si quota in borsa: Beate Uhse AG.

Nel 1996, per i cinquant'anni di attività, la Uhse apre a Berlino il Museo Erotico
Stop alle vetrine chiuse ed il campanello alla porta d’ingresso, arriva la Beate Uhse Erotic Boutique, con grandi vetrine nelle zone centrali e di alto passaggio pedonale.
Per Beate la distinzione tra sesso e pornografia non ammette incertezze: "La pornografia asseconda istinti perversi, l'erotismo aiuta a realizzare l'aspirazione ad una vita sessuale normale che è in ognuno di noi. Nei miei negozi c'è solo materiale erotico".

Muore in una clinica Svizzera nel 2001 per una grave forma di polmonite. 

A mio parere, è stato un esempio di coraggio al femminile, una donna di grande carisma e un'importante imprenditrice, ha aiutato a scrivere la storia della Tedeschia e meritava un post dedicato.



martedì 11 novembre 2014

Rituale femminile.

Quest'anno sarà un Natale Speciale, il nostro primo Natale in Tedeschia. Abbiamo deciso di passarlo qui,  ebbene si non torneremo in Italia, vogliamo assaporare la Baviera fino all'ultima decorazione. 
Quando vivevo in Italia facevo di tutto per andare ai mercatini di Natale, ora vivo nella terra dei mercatini e non me ne vado di certo! 
Ma c'è un rituale pre natalizio a cui, tutte le donne sane di mente si sottopongono almeno una volta, il giretto all'Ikea.

Oggi ho l'auto a mia disposizione, come sapete di solito giro in bicicletta ma mi è presa un'irrefrenabile voglia di andare all'Ikea e vista la distanza, ho lasciato la bici in garage.

Io e il mio piccolo, dopo una serie di contrattempi ci siamo infilati in auto e siamo partiti alla volta di Eching, che dista ad una mezzoretta da casa Gullen.

Appena arrivati, mi sono accorta che altre mamme avevano avuto la mia stessa epifania, Ikea in settimana! Incastonato mio figlio nel carrello, ci siamo subito precipitati a fare la colazione svedese... ho preso un caffé e sapeva di cartone, cartone svedese ovvio!

L'Ikea in Tedeschia è un po' diversa da quella italiana, e non parlo solo dei prezzi che qui sono più bassi (a causa dell'IVA ovviamente), anche i prodotti differiscono. La maggior parte sono gli stessi, è chiaro, ma per esempio non ci sono gli asciugamani da bidet.
Il settore delle occasioni è ridotto all'osso, a Milano e Torino è decisamente più ricco.
Gli articoli hanno nomi differenti, sempre svedesi, ma qui leggere nomi con h, k, y buttate a caso è del tutto normale.
Importantissimo, qui l'Ikea è chiusa di domenica come gli altri negozi.
 
 L'atmosfera è un po' più romantica, ma i commessi non si smentiscono. Non so se vi è mai capitato, ma all'Ikea quando chiedi un'informazione, ti rispondono subito, ma ti danno spesso indicazioni  ad cazzum. Così, cercando le ciabatte con la renna, me la sono girata in lungo e in largo, mettendo nel carrello un po' di Natale (vedi foto) e un po' di calduccio. La pelliccia nella foto è finta, squoiare un'animale per scaldare il culetto di mio figlio, mi sembra un tantino folle. Con 9,90€ ho comprato la base invernale per il passeggino e molto altro. Ma per quanto riguarda le decorazioni, mi sono limitata ai cuoricini. So bene che i mercatini avranno di meglio da offrirmi.
Terminata una lunga coda alla cassa, siamo finiti nell'area wurstel e con €1,50 ho comprato hot dog con cetrioli , senape piccante e bibitone. 
Ecco! direte, ma non sei a dieta? ma certo amici, è stato un sacrificio in nome dell'integrazione!

Se invece volete leggere di alimentazione sana per davvero, ecco il blog della mia magrissima amica Nadia https://medium.com/@nadiacamandona




venerdì 10 ottobre 2014

La Germania ficca un calcio in culo all'Italia!

Perdonate la volgarità, ma non sono una scrittrice, sono solo una mamma e a volte essere espliciti non è semplice. Ieri sono stata al parco per pranzare e ho conosciuto due papà spagnoli che mi hanno invitata a visitare il Mutter Zentrum, e così stamattina ho avuto l'ennesima epifania: l'Italia vive nel Medioevo. 
In Germania i bambini sono al centro di tutto, un patrimonio umano da tutelare sempre e comunque. Da anni le mamme tedesche si sono organizzate e questi M.Z. sono sparsi in tutto il Paese.
Mi spiego meglio. 
I M.Z. nascono dall'esigenza di creare un luogo di incontro per genitori e figli di età da 1 ai 3 anni, per poi passare ad un normale kinderGarten (quella che noi conosciamo come scuola materna). Stamattina mi sono presentata senza appuntamento, presentata da Daniel (il  padre spagnolo di cui sopra) , ero un po' in imbarazzo, si insomma non conosco la lingua, ma la Responsabile del centro è venuta subito in mio soccorso, ha sposato un sardo e parla italiano. Si è presentata con un sorriso degno di un bravo venditore, ma in realtà non mi ha venduto niente, è solo senso di accoglienza. Mi ha offerto una tazza di caffè, e mi ha spiegato che posso portare mio figlio al M.Z. ogni giorno, è aperto 20 ore a settimana e se mi fermo con lui posso usufruire del centro, attrezzato con giochi e maestre tedesche qualificate, in modo totalmente gratuito, le consumazioni al bar hanno un costo di 50 centesimi. Mi ha fatto presente che sarebbe utile sia per la socializzazione di mio figlio che per la mia, e poi guardandomi negli occhi come se fossi un'amica mi ha detto "sai l'inverno è lungo e avere un luogo d'incontro in cui puoi stare al caldo con tuo figlio, farlo giocare e imparare la lingua, conoscerai altre mamme, potrebbe essere importante". Certo che è importante! e se volessi lasciarlo per fare delle commissioni? si può fare. Dopo un iniziale periodo in cui il piccolo conosce le maestre si può lasciare , il costo è di 2€ la prima ora e 50 centesimi le ore successive.
E poi aggiunge ingenuamente "anche l'Italia è il paese delle mamme, della famiglia, anche voi avete centri d'incontro?" proprio centri d'incontro no, ma abbiamo le sentinelle!...