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mercoledì 4 marzo 2015

Ci sono un cinese, un marocchino e un indiano...


Ormai è quasi un anno che vivo in Tedeschia e posso dire di aver incontrato davvero tanti italiani, e volete sapere una cosa? sono molto diversi da quel che mi aspettavo. 
Si insomma nel bel Paese siamo tutti avvezzi a criticare gli immigrati, il loro modo di porsi, il loro non integrarsi, parlano male, non muoiono, non frequentano negozi italiani, ecc.

Ma davvero pensate che noi all'estero ci comportiamo meglio?
Ho incontrato persone intelligenti, con voglia di mettersi in gioco e aprire la mente, che studiano e i cui figli si sono integrati, ma a dirla tutta costituiscono la minima parte, il 25% forse.
E l'altro 75%? volete davvero saperlo? Per facilitarvi la lettura ed essere meno noiosa, vi riassumo gli italiani tipo che ho incontrato in questo anno nei tre seguenti modelli:

Modello cinese.
Quante volte al ristorante cinese ci siamo detti "certo che sti cinesi lavorano qui, guadagnano grazie a noi e non parlano una parola di italiano!". Questo modello si sposa perfettamente con la tipica famiglia italiana con pizzeria in Tedeschia, è esattamente così! Gli italiani hanno in mano il 60% della ristorazione e spesso non parlano tedesco, nemmeno lo studiano!! Imparano a memoria le frasi da usare nel ristorante e stop!
Vivono in branco, frequentano solo italiani. I loro figli frequentano scuole italo/tedesche tipo Leonardo Da Vinci Schule e trovano il tempo di lamentarsi della Tedeschia. Straordinari.

Modello marocchino.
Esempio pratico. All'ufficio del comune, in coda con voi un marocchino immigrato da dieci anni, parla malissimo italiano e ancor peggio il suo francese! "ma insomma è qui da dieci anni e parla malissimo, roba da matti!". Non avete idea di quante volte mi capita di incontrare altri italiani e non capirlo, davvero incredibile! gente che parla il dialetto della propria regione e un tedesco ancor peggio. Il dramma è che spesso sono fidanzati o sposati con tedeschi a cui insegnano la lingua italiana a modo loro. Catastrofe.

Modello indiano.
"E questi indiani?! arrivano in Italia e continuano a vestirsi  a modo loro, mangiano solo le loro cose, non parlano la lingua, di questo passo non si integreranno mai!". Questo modello si sposa perfettamente con gli italiani che hanno negozi, per esempio di mobili o gelaterie.
Ti fermi a parlare con loro e ti accorgi che vivono di spaghetti al sugo, non sopportano gli usi e costumi tedeschi, è normale sentirli dire cose tipo "io non compro nemmeno i vestiti qui, sono di bassa qualità, io compro solo in Italia!". Confortante.

Forse la verità è che non siamo poi così diversi dagli altri popoli, ma soprattutto ho imparato che la stupidità si può esportare amici, non dimentichiamocelo mai!

lunedì 29 dicembre 2014

2014. Ho cambiato pelle.

E' fine anno e anche per me è tempo di bilanci.
Sono passati ormai molti mesi e la mia nuova vita ha fatto di me una persona nuova.

Uscire dall'Italia non significa solo abbandonare famiglia, amici, casa, abitudini, è molto di più.
Il vero cambiamento è stato abbandonare definitivamente gli schemi mentali che mi hanno accompagnata per buona parte della vita.
Pensare di cambiare vita e restare la stessa persona è impossibile e lasciatemelo dire, sarebbe un vero spreco! 
Erano anni che volevo scrollarmi di dosso gli ultimi residui di pregiudizi, schemi, cosa è giusto, cosa è bene fare, cosa è socialmente accettabile. Esco dal mio Paese per un periodo più lungo di una vacanza e mi si apre un mondo!
Ho conosciuto persone straordinarie, ho ascoltato e ascoltato, storie di altre vite, di scelte importanti, di cambiamenti. Ho incontrato italiani felici che non tornerebbero mai indietro e ho pensato 'come ti capisco!'.  Ho bevuto caffè imbevibili con persone di ogni nazionalità, ho guardato le foto dei loro figli, ho ascoltato oltre l'ascolto senza mai stancarmi. 
Ho sognato il bidet e l'ho desiderato, ma ho gettato il cuore oltre l'ostacolo e sono andata avanti.

Ancora un paio d'anni e salirò sul treno dei quaranta e mai come adesso sento che vivere bene il presente è meglio che fare mille progetti!
La gioia è esclamare ogni giorno "ma davvero??non lo sapevo!" continuare ad imparare cose nuove, nuovi modi di pensare, pianificare e sentire la mente aprirsi come un fior di Loto. 
E' questo che ho fatto quest'anno! ho levato la polvere e mi sono tuffata in un mondo nuovo.

Mi sono ritrovata con persone di ogni nazionalità ed ho iniziato a trovare rilassanti le temibili conversazioni in inglese. Ho sognato di viaggiare nel tempo per insultare i miei insegnanti di lingue, anni buttati a studiare grammatica. Follia!
Mi sono persa e ritrovata tante volte...anche in metrò.
Ho ascoltato con stupore i silenziosi messaggi vocali di mia madre, ma mi ha detto di non preoccuparmi perché sta imparando.
Ho fatto lunghe passeggiate nei parchi, ho osservato gli uccelli, la luna e le stelle, mi sono commossa, emozionata, ho pianto, ho riso tanto. Penso che la mia mente non abbia mai visto così tanti punti di domanda e certo il tedesco non aiuta. 
Ho ascoltato tanta musica e quest'anno l'ho saluto così con "Quello che capita" di Pezzali, ciao 2014!