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martedì 21 aprile 2015

Cane, ma quanto mi costi?

Mi rivolgo agli amici con la passione per gli animali.
Se vi venisse voglia di trasferirvi in Tedeschia, è meglio che sappiate che la proprietà di animali domestici è regolata da una serie di norme che è meglio conoscere e dal pagamento di una specifica tassa locale! Io e mio marito stiamo valutando l'opportunità di allargare la famiglia con un cane e abbiamo raccolto un po' di istruzioni per l'uso.

Prime cose da fare: Registrazione e Assicurazione!
Entro un mese dall’entrata del cane nel nucleo familiare, i proprietari devono compilare un formulario on line e consegnarlo presso l’apposito ufficio comunale di competenza.
Alla registrazione viene consegnata una medaglietta, valida quattro anni, che attesta la regolarità del cane, naturalmente è da sfoggiare agganciata al collare. I tedeschi sono maniaci delle assicurazioni e gli animali non fanno eccezione, è importante ricordarsi che il cane va obbligatoriamente assicurato per i danni a terzi. 

Dal veterinario!
Il chip è obbligatorio e viene installato quando il bestiolo è in tenera età.
Parlando di salute, i cani sono sottoposti a una profilassi che comporta due tipi di vaccinazioni: il vaccino polivalente e l’antirabbica. Il medicinale contro la filariosi, d’obbligo in varie regioni italiane, non lo è in Tedeschia e nemmeno è disponibile alla vendita.
Una cosa importante da sapere è che i veterinari tendono a non prescrivere le medicine ma a fornirle direttamente, ragion per cui sarà molto difficile farsi una provvista di farmaci.

Ingresso in società!
L’obbligo del guinzaglio è valido sia sui marciapiedi che nei luoghi pubblici; un metro la lunghezza massima, mentre nei parchi e aree verdi due metri, salvo diverse indicazioni.
Nelle zone gioco dedicate ai bambini, i nostri amici pelosi sono verboten nella maniera più categorica, mentre sui mezzi pubblici devono indossare la museruola.


Viaggi !
La legge dice che la categoria dei Pit Bull Terrier, American Staffordshire Terrier, Staffordshire Bull Terrier e i relativi incroci tra queste razze non possono essere trasportati o importati in Tedeschia. 
Mentre per i cani che pesano più di 20 chili o che hanno un'altezza al garrese superiore ai 40 cm devono essere sempre tenuti al guinzaglio e muniti di museruola su richiesta.

Tasse...si avete capito bene!
Avere un cane costa dai 120 ai 1.000 euro annui a seconda del comune di residenza, da pagarsi volendo in comode rate trimestrali. Se si tratta invece di un cane nella lista "cani da combattimento o pericolosi" si arriva a 2.000 euro l'anno.
Per darvi un'idea solo nel 2008 il totale versato alle municipalità tedesche grazie alla tassa sul cane è ammontato a 247 milioni di euro, altro che bau bau micio micio!

mercoledì 4 marzo 2015

Ci sono un cinese, un marocchino e un indiano...


Ormai è quasi un anno che vivo in Tedeschia e posso dire di aver incontrato davvero tanti italiani, e volete sapere una cosa? sono molto diversi da quel che mi aspettavo. 
Si insomma nel bel Paese siamo tutti avvezzi a criticare gli immigrati, il loro modo di porsi, il loro non integrarsi, parlano male, non muoiono, non frequentano negozi italiani, ecc.

Ma davvero pensate che noi all'estero ci comportiamo meglio?
Ho incontrato persone intelligenti, con voglia di mettersi in gioco e aprire la mente, che studiano e i cui figli si sono integrati, ma a dirla tutta costituiscono la minima parte, il 25% forse.
E l'altro 75%? volete davvero saperlo? Per facilitarvi la lettura ed essere meno noiosa, vi riassumo gli italiani tipo che ho incontrato in questo anno nei tre seguenti modelli:

Modello cinese.
Quante volte al ristorante cinese ci siamo detti "certo che sti cinesi lavorano qui, guadagnano grazie a noi e non parlano una parola di italiano!". Questo modello si sposa perfettamente con la tipica famiglia italiana con pizzeria in Tedeschia, è esattamente così! Gli italiani hanno in mano il 60% della ristorazione e spesso non parlano tedesco, nemmeno lo studiano!! Imparano a memoria le frasi da usare nel ristorante e stop!
Vivono in branco, frequentano solo italiani. I loro figli frequentano scuole italo/tedesche tipo Leonardo Da Vinci Schule e trovano il tempo di lamentarsi della Tedeschia. Straordinari.

Modello marocchino.
Esempio pratico. All'ufficio del comune, in coda con voi un marocchino immigrato da dieci anni, parla malissimo italiano e ancor peggio il suo francese! "ma insomma è qui da dieci anni e parla malissimo, roba da matti!". Non avete idea di quante volte mi capita di incontrare altri italiani e non capirlo, davvero incredibile! gente che parla il dialetto della propria regione e un tedesco ancor peggio. Il dramma è che spesso sono fidanzati o sposati con tedeschi a cui insegnano la lingua italiana a modo loro. Catastrofe.

Modello indiano.
"E questi indiani?! arrivano in Italia e continuano a vestirsi  a modo loro, mangiano solo le loro cose, non parlano la lingua, di questo passo non si integreranno mai!". Questo modello si sposa perfettamente con gli italiani che hanno negozi, per esempio di mobili o gelaterie.
Ti fermi a parlare con loro e ti accorgi che vivono di spaghetti al sugo, non sopportano gli usi e costumi tedeschi, è normale sentirli dire cose tipo "io non compro nemmeno i vestiti qui, sono di bassa qualità, io compro solo in Italia!". Confortante.

Forse la verità è che non siamo poi così diversi dagli altri popoli, ma soprattutto ho imparato che la stupidità si può esportare amici, non dimentichiamocelo mai!

lunedì 12 gennaio 2015

La civiltà? Eccola!

Eccomi qui nel nuovo anno, finite le vacanze natalizie, rieccoci alla vita vera!
Ha riaperto il Mütterzentrum e come mi ero ripromessa, stamattina ho compiuto il grande passo.

Ebbene, per la prima volta ho affidato mio figlio al metodo tedesco, si insomma l'ho lasciato per un'oretta ad altre mamme. Ho parlato con la responsabile, per chiedere un consiglio e lei con tono rassicurante "lui è pronto e tu?"
Ho messo da parte l'ansia, ho compilato la tabella con nome, numero di telefono e orario, mi sono fatta forza e tra le pacche sulle spalle e gli sguardi increduli, mi sono fidata e ho varcato la porta. 

Non avevo programmato di riuscire a farlo e mi sono ritrovata per strada un po' stranita, ma ecco che mi viene incontro un'amica, che risolve la situazione "sei libera? dai vieni con me ti porto in biblioteca!"

Attraversiamo il centro e in pochi minuti arriviamo in un grande cortile, l'insegna dice Bücherei Erding, mi guardo intorno e naturalmente c'è un grande posteggio per le biciclette. Nella foto la Biblioteca Comunale, composta da due palazzine di tre piani, a destra l'area bimbi e a sinistra l'area per gli adulti.

L'area Kinder è davvero fornita di ogni confort, inclusi i bagni a misura di bambini, l'offerta è varia e ci sono letture per tutte le fasi d'età, c'è lo spazio per poter consultare, giocare oppure si possono noleggiare i libri. Per i bambini, tutti i servizi, inclusa tessera d'iscrizione e l'affitto dei libri sono completamente gratuiti. 

Anche l'area per gli adulti è ben fornita, le zone sono organizzate e suddivise in settori sui tre piani, ci sono tavoli e panchine ovunque, oltre ad un'area computer per consultare enciclopedie digitali. Naturalmente non mancano le varie macchinette per caffé e bibite, con prezzi ridotti in quanto è spesso frequentata dagli studenti e come già sapete, in Tedeschia chi studia è visto di buon occhio e non avendo reddito va aiutato. La sola consultazione esclude l'obbligo al tesseramento annuale, che per i non più studenti come me, si aggira sui cinque euro annui.

Mi fermo per un istante a respirare la civiltà, e nel silenzio rassicurante dei libri, mi ritrovo ancora una volta, a pensare che sono nel posto giusto per crescere mio figlio.

lunedì 29 dicembre 2014

2014. Ho cambiato pelle.

E' fine anno e anche per me è tempo di bilanci.
Sono passati ormai molti mesi e la mia nuova vita ha fatto di me una persona nuova.

Uscire dall'Italia non significa solo abbandonare famiglia, amici, casa, abitudini, è molto di più.
Il vero cambiamento è stato abbandonare definitivamente gli schemi mentali che mi hanno accompagnata per buona parte della vita.
Pensare di cambiare vita e restare la stessa persona è impossibile e lasciatemelo dire, sarebbe un vero spreco! 
Erano anni che volevo scrollarmi di dosso gli ultimi residui di pregiudizi, schemi, cosa è giusto, cosa è bene fare, cosa è socialmente accettabile. Esco dal mio Paese per un periodo più lungo di una vacanza e mi si apre un mondo!
Ho conosciuto persone straordinarie, ho ascoltato e ascoltato, storie di altre vite, di scelte importanti, di cambiamenti. Ho incontrato italiani felici che non tornerebbero mai indietro e ho pensato 'come ti capisco!'.  Ho bevuto caffè imbevibili con persone di ogni nazionalità, ho guardato le foto dei loro figli, ho ascoltato oltre l'ascolto senza mai stancarmi. 
Ho sognato il bidet e l'ho desiderato, ma ho gettato il cuore oltre l'ostacolo e sono andata avanti.

Ancora un paio d'anni e salirò sul treno dei quaranta e mai come adesso sento che vivere bene il presente è meglio che fare mille progetti!
La gioia è esclamare ogni giorno "ma davvero??non lo sapevo!" continuare ad imparare cose nuove, nuovi modi di pensare, pianificare e sentire la mente aprirsi come un fior di Loto. 
E' questo che ho fatto quest'anno! ho levato la polvere e mi sono tuffata in un mondo nuovo.

Mi sono ritrovata con persone di ogni nazionalità ed ho iniziato a trovare rilassanti le temibili conversazioni in inglese. Ho sognato di viaggiare nel tempo per insultare i miei insegnanti di lingue, anni buttati a studiare grammatica. Follia!
Mi sono persa e ritrovata tante volte...anche in metrò.
Ho ascoltato con stupore i silenziosi messaggi vocali di mia madre, ma mi ha detto di non preoccuparmi perché sta imparando.
Ho fatto lunghe passeggiate nei parchi, ho osservato gli uccelli, la luna e le stelle, mi sono commossa, emozionata, ho pianto, ho riso tanto. Penso che la mia mente non abbia mai visto così tanti punti di domanda e certo il tedesco non aiuta. 
Ho ascoltato tanta musica e quest'anno l'ho saluto così con "Quello che capita" di Pezzali, ciao 2014!


domenica 7 dicembre 2014

Il segreto dei sandali coi calzini.


Quante volte vi sarà capitato di incrociare un turista tedesco e di riconoscerlo per i sandali con le calze? Impossibile non sia accaduto almeno una volta!

Ma da quando vivo qui, ho finalmente capito il perché di quei sandali.

Rullo di tamburi.......ai tedeschi non frega molto del giudizio degli altri, pertanto si vestono come gli pare! Benvenuti in Tedeschia!

Escludendo la zona centrale di Monaco, dove è facile incontrare uomini e donne che sembrano usciti da Vogue, l'aiuto della carta oro non conosce nazione, per il resto è tutta una altra storia!

I primi tempi rimanevo abbastanza sconcertata. Uscivo di casa con la giacca antipioggia e mi rendovo conto di essere l'unica ad averci pensato! perchè non è nemmeno il clima ad influenzare le scelte, è normale incrociare persone che con otto gradi decidano di mettere l'infradito, la giacca aperta, immancabili le auto cabrio scoperte. Ma se non è il clima, cosa influenza i tedeschi?

Esistono diversi siti internet che offrono consigli sugli abbinamenti, consulenze d'immagine. 
Nei negozi c'è un po' di tutto, vestiti molto carini, ma anche cose che a guardarle a volte io e mio marito, ci siam detti "ma non ci credo che qualcuno si infila queste cose, è impossibile!" colori stranissimi tipo pantalone verde militare con toppe gialle e giacca di Jeans con stampe di banane.

Set-up per il self-service
A frequentarli poi, non è che si vestano così diversamente dagli italiani, è che ogni tanto si presentano con quel capo che ti lascia a bocca aperta. Ad esempio, una mattina una mamma si è presentata con un pantalone rosso coi cuori bianchi e l'hanno coperta di complimenti sinceri per l'originalità. Il giorno dopo ho infilato a mio figlio una maglietta con una renna, un vero successo!
Settimana scorsa mio marito era in pausa pranzo e quattro ragazze si sono presentate al self-service con enormi bigodini in testa, si sono sedute hanno mangiato e via di nuovo al lavoro!

The Voice of Germany - I Giudici
A prova di questo, la televisione tedesca offre un panorama completo, dove è facile vedere programmi ad altissimo audience i cui concorrenti non hanno un filo di trucco e sono vestiti come a casa. E sono spesso semplici, trasparenti, mai costruiti. Eccetto rari casi di Stars super accessoriate, il resto è totale relax. I programmi come 'The Voice of Germany' che riscontrano grande successo non hanno giudici truccati o contesi dalle case di moda, l'aspetto è in secondo piano. Vedere i concorrenti acqua e sapone emozionarsi, li fa sembrare più veri e mi appassiono di più alle loro storie.

Difficile decifrare una cultura in pochi mesi, capire cosa piace e cosa no.

Ma vi posso garantire che vivendo qui tutto assume una dimensione più umana.

Difficilmente cederò al confort dei sandali con calzini, ma i miei tacchi sono ben chiusi nell'armadio e pare che lì siano comodissimi!

giovedì 4 dicembre 2014

Le cattive abitudini sono dure a morire!

E se vi dicessi che a volte dimentico di essere in Tedeschia? già è così, sarà l'età oppure le cattive abitudini italiane, si perché di cattive abitudini si tratta.

In questi giorni mio figlio ha un po' di tosse notturna, nulla di che, ma ho pensato di chiamare la dottoressa per scrupolo. Il telefono è spento ma mi richiama nella mezz'ora successiva, le spiego tutto, mi fissa un appuntamento per lunedì e suggerisce "se possiede un inalatore inizi ad usarlo, altrimenti ci vediamo lunedì. In caso di febbre invece, mi chiami in ogni momento". 
Fin qui tutto normale, peccato che io non posseggo un inalatore, pertanto decido di valutarne un paio e scendo alla farmacia sotto casa per acquistarne uno.

Le farmaciste mi conoscono perché ci incrociamo spesso per le scale, sono simptiche e parlucchiano inglese. Quando ho spiegato loro che cosa volevo, la reazione mi ha davvero stupita!
F. "perché vuole comprare un inalatore??ma è costoso!!ma no non è il caso di spendere soldi!"
Io "mi serve per mio figlio, ha la tosse e lunedì andremo dalla dottoressa"
F "no no lunedì la dottoressa le prescriverà l'inalatore, torni con la ricetta, funziona così! altrimenti paga due volte!no no!"
Inizialmente ho pensato, ma hanno bevuto ste due???
Io "per comprare un inalatore ho bisogno di una ricetta??" finalmente mi ha spiegato...
F. "lunedì la dottoressa prescriverà le inalazioni, lei potrà affittare l'inalatore per tutto il tempo necessario con i farmaci che servono e pagherà il sistema sanitario, senza ricetta pagherà tutto lei e il costo è davvero alto, più di cento euro!"

Giusto! Giustissimo! Grazie farmaciste, mi ero dimenticata di essere in Tedeschia!
Qui il sistema sanitario funziona e a volte mi dimentico...proprio ieri parlavo con Fabio, un papà del Mutterzentrum che è stato dal dentista per un complicato intervento alle gengive e al saldo ha presentato la tessera sanitaria.

Sia chiaro, non vorrei passasse il messaggio che qui si accede alle prestazioni mediche gratis, non sono gratis! paghiamo la stesse tasse che in Italia, solo che in Italia finisci per dover andare dai privati e pagare due volte, qui dai privati ci vai con la tessera sanitaria e paga il sistema sanitario.
Questo riduce, annulla direi, gli introiti in nero per quanto riguarda i medici.
Sarà meglio, sarà peggio? ma che dire, i tedeschi si lamentano e l'opinione comune è che non è mai abbastanza efficente, si può, si deve migliorare. 
Certo, certo, ovviamente ci saranno delle lacune ma intanto.

Dopo una vita in Italia passata a pagare tutto doppio, mi sembra così strano di non tirare fuori denaro sonante, mi sento un po' come... come un politico!

martedì 21 ottobre 2014

Mangia, Prega, Paga!

L'argomento è scottante, me ne rendo conto.
Scrivere di religione senza che qualcuno si senta offeso è davvero difficile, pertanto mi addentro nell'argomento in punta di piedi...
Personalmente sono atea, mio marito è un neopagano o meglio un Druido, mio figlio non si tocca!
Sono un ex-cattolica e so bene che la religione in Italia è uno dei più discussi argomenti di economia. Mentre i Tg tendono a sottolineare il costo di una moschea a Quarto Oggiaro, sappiamo bene che avere il Vaticano tra i piedi costa caro a tutti i cittadini.
Servizi di sicurezza per milioni di euro, per non parlare delle migliaia di proprietà esentasse.
Non mi addentro nei Patti Lateranensi, altrimenti ci addormentiamo.

Il 64% degli italiani si dichiara cattolico, ma solo il 16% si dichiara praticante. Vale a dire che una bella fetta rientra nella categoria dei "Credo ma non pratico" come il sale che non sala. 
Come riconoscere i "Credo ma non pratico"? Vi accorgerete di loro alla messa di Natale, sono quelli che pregano in playback, oppure potete incontrarli mentre lasciano i figli davanti alla Chiesa per andare a messa, ma loro non entrano perché hanno lasciato la pentola sul fuoco. I migliori, al termine di un funerale si rivolgono al prete con tono confidenziale giustificando le proprie assenze per motivi di lavoro e puntualmente vengono interrotti da un "Lei chi è scusi?".

E se i "Credo ma non pratico" decidessero di trasferirsi in Tedeschia? che fine farebbero?

E qui viene il bello. 
Si perché è importante sapere che in Tedeschia, devi dichiarare la tua religione.

Il motivo è presto detto, ogni discepolo sostiene economicamente il proprio dio.
Come? ma semplice, dichiarando durante la registrazione all'anagrafe l'appartenenza religiosa si autorizza, in automatico, la propria "parrocchia" ad un prelievo mensile in busta paga. Questo vale per tutte le religioni, tranne per i musulmani che hanno scelto di non attuare questa pratica.

E' però giusto che io spenda due parole per i cattolici, che qui in Baviera sono tantissimi, tra cui il sempre emerito Ratzinger. I cattolici hanno scuole di ogni ordine e livello scolastico proprio come in Italia, e in questa regione sono particolarmente diffuse. Puoi iscrivere i tuoi figli ad un istituto cattolico anche se appartieni ad altro credo o ateo, semplicemente mettendo in conto che durante le pause preghiera e canti a tema (programma degli asili) ci sarà un'insegnante dedicata al gruppo che non partecipa. Personalmente preferiamo evitare, per sbaglio siamo finiti ad un open day dove c'erano più immagini di Gesù di quante ce ne siano in una sacrestia! Siamo scappati!

E' meglio? O è peggio?
Nel mio caso è meglio, ma sono certa che il fatto di assumere una posizione chiara e trasparente in merito al proprio credo, metterebbe in crisi molti italiani della terra di mezzo. 


domenica 19 ottobre 2014

Trova l'intruso...

Stavolta devo fare una premessa.
Qui in Tedeschia essere un immigrato equivale ad essere un tedesco. Stessi doveri e stessi diritti, ma c'è un dettaglio che non bisogna trascurare se a qualcuno di voi venisse in mente di seguirmi...
bisogna sapere il tedesco. Non ci sono scappatoie e mi duole dirvi che in tutti i centri dal municipio alle scuole ufficiali che accolgono gli immigrati, tutto avviene in tedesco, iscrizioni, compilazione dei moduli, ecc...magari qualcuno vi ha raccontato che con l'inglese si fa tutto. Beh vi hanno detto una bugia. Questo è un problema. Inutile negarlo, ne ho discusso diverse volte con persone che vivono qui da molti anni e tutti concordano. 

Vi racconto cosa è successo alla mia prima lezione di tedesco...
Immaginate di avere una cartina del mondo. A casaccio mettete quattordici bandierine sparse per tutti i continenti, ecco insomma la mia classe è come si suol dire ben assortita!

Più o meno puntuali, ci siamo presentati tutti, utilizzando ogni tipo di trasporto, dai piedi al treno. Un po' con dei libri e un po' senza, tra cui la sottoscritta. Il fatto di vedere un po' di libri uguali mi ha subito insoppettita, normale, ma era scritto nel modulo di iscrizione... in tedesco! 
Già, iscriversi è stata una bella sudata perché la segretaria della scuola parla inglese come Renzi pertanto è già un miracolo che io sia stata assegnata ad una classe! Un libro, come ho fatto a non pensarci! forse perché era indicato come un codice IBAN?? il mio compagno di banco, tale Attila, parlucchia inglese e ho subito inviato una mail a mio marito per fare l'ordine su Amazon. 

Identikit dell'insegnante: nome Bernarda, anni sessanta (quelli in cui era giovane), pazienza: troppa!
anche se nelle prime ore era molto agitata! si perché i tedeschi sono quadrati e se qualcosa va storto, vanno subito nel pallone! indovinate un po'? c'erano tre studenti di troppo! Avete capito bene, tre!

Bernarda ripeteva l'appello regolarmente ogni quarantacinque minuti (forse sperava si smaterializzassero...) Dopo il quarto appello ho iniziato a dubitare io stessa di aver sbagliato classe. Ma ecco trovati gli intrusi, almeno i primi due, la strana coppia di vietnamiti viene accompagnata fuori da un altro insegnante, si allontanano coi visi imbarazzati e spariscono nel corridoio. Io ho avuto la decenza di coprirmi il volto mentre Amnu l'indiano alla mia destra è letteralmente caduto dalla sedia dal ridere.
Da diciassette a quindici, va bene no? nein! la lista dice che siamo quattordici...e il terzo intruso? 
Amici io di persone confuse ne conosco assai, molte sono tra di voi, ma vi pare possibile che dopo 4 ore di lezione di tedesco, non ci si possa accorgere che non è il corso d'inglese?? Ero incredula e ho iniziato a pensare seriamente ad una candid camera! Il cinese ci aveva ingannati! Convinto fino al midollo di essere al corso d'inglese, continuava a sostenere di non aver sbagliato corso fino all'ultimo minuto, quando è stato allontanato a forza da un'altra insegnante. 

Che volete che vi dica?! il solito tarocco cinese...

lunedì 13 ottobre 2014

Ciapa su e porta a ca'

Non voglio annoiarvi col mio primo giorno al Mutter Zentrum, perché è troppo figo e basta.
Ho invece conosciuto una donna molto interessante, Marlene. E' un insegnante d'inglese, ha tre figli (molto comune qui) parla tedesco, russo, polacco e al liceo ha studiato italiano. Facciamo subito amicizia,  si scusa per il suo italiano e iniziamo a parlare del corso di lingue che inizierò questo venerdì.
Si perché venerdì si comincia.
Marlene insegna in una delle tante scuole internazionali sparse sul territorio. Le scuole internazionali sono nate principalmente dall'esigenza di aiutare mamme e bambini stranieri ad integrarsi, sono veri e propri istituti riconosciuti e co-finanziati dallo Stato.
Arrivare in un Paese e pensare di non parlare la lingua, annulla quasi totalmente l'integrazione. Non è pensabile, ne per i figli, ne per i genitori. E il tedesco è difficile, inutile improvvisarsi, è una lingua complessa che va studiata, a meno che non si voglia passare il resto della vita a guardare la Rai.
Alla Scuola Internazionale si svolgono corsi di lingua tedesca per il livello base A1 e il livello avanzato B1. Le lezioni si tengono quattro giorni a settimana, in tre diverse fasce orarie, dalle 9 alle 21. Sono 5 ore di lezione al giorno. Ogni ora costa 1€ che viene versato giornalmente a seconda delle ore che decidi di fare. E i bambini che fine fanno? I bambini da 1 a 3 anni se ne stanno nell'area Kinder Garten per tutto il tempo delle lezioni e il servizio è incluso nella quota mensile. Si avete capito bene! Le mamme possono studiare in pace e bimbi sono al sicuro.
Marlene mi ha spiegato che in Germania, la politica è a favore della famiglia ed è importante che la donna conquisti la sua indipendenza, che possa svolgere un lavoro per realizzarsi e sostenere la famiglia e qui ne fanno di figli!
Terminato un anno di frequentazione bisogna superare un esame e loro garantiscono il livello di lingua che ti viene attribuito, ti consegnano un certificato per esempio B1 che ti consente di accedere subito ai colloqui di lavoro. Ora i più polemici di voi potrebbero anche avanzare una critica: per una mamma immigrata senza lavoro, anche  centosessanta euro al mese sono comunque tanti soldi!
A parte che se vivi in Italia sai perfettamente che non esistono questi istituti e per quanto mi riguarda dovremmo solo prendere esempio, ma aggiungo che le mamme a tempo pieno qui, ricevono un bonus mensile dallo Stato fino al compimento dei tre anni del figlio. 
Quindi, citu! CIAPA SU E PORTA A CA'!