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mercoledì 20 maggio 2015

5 consigli utili per affrontare la prova barbecue!


E' finalmente arrivata la bella stagione e naturalmente sono arrivati i primi inviti al classico barbecue in giardino! Naturalmente abbiamo accettato molto volentieri, il WhatsApp di risposta aveva il sapore di salamella!
Al barbecue bisogna arrivare preparati, perché l'approccio è diverso da quello italiano, leggete e prendete nota!

1. L'Orario! Se l'invito parla di cena, l'appuntamento sarà alle 16:30! ma come!? 
In Italia si fa merenda a quell'ora! Tutto normale amici, quì funziona così. 
Si arriva puntuali alle 16:30, scordatevi di tardare inventando scuse assurde per poi arrivare alle 20, perché alle 20 sarà tutto finito! Verso le 17 saranno finiti i convenevoli e si comincia a bere, una sorta di aperitivo, birra o vino, intanto si accende la gliglia e si apparecchia la tavola, si fa cena dalle 18:30 alle 19:30 e poi verso le 20:30 ci si saluta e fine della serata.

2. La tavola. Naturalmente trattandosi di una cena in giardino è tutto molto spartano, non di plastica, ma i tedeschi amano la semplicità. Ad esempio ricordatevi che, raramente usano la tovaglia ma prediligono le tovagliette, non mettono i tovaglioli a tavola, mai e per nessun motivo! Se chiedete un tovagliolo perché vi siete impiastrati mangiando stile Terence Hill, alzatevi e andate in bagno a lavarvi! Eventualmente vi offriranno una confezione di fazzolettini di carta.
Sulla tavola non troverete nemmeno il cavatappi, perché qui in Tedeschia il vino non si stappa, ma il tappo si svita semplicemente come quello della bottiglia dell'olio. Se portate del vino italiano, mettete in borsa un cavatappi che non si sa mai! Per la gioia dei vegani, in tavola troverete certamente abbondanti piatti di verdure, cucinate in vario modo e tutte buonissime!

3. La carne. Qui la carne è eccezionale, non economica ma molto buona e credetemi sulla griglia è una goduria! Non parlo di carne della grande distribuzione ma dei piccoli macellai. Non prendete l'iniziativa di offrirvi per comprarla voi, loro sanno a chi rivolgersi e non ve ne pentirete!

4. Il giardino. Meglio portarsi delle infradito da casa, in Tedeschia non si usano mai le scarpe in casa in nessuna stagione!
Sappiate inoltre che ogni bavarese che si rispetti ha in giardino un trampolino...per i bambini non per voi! Pare non se ne possa fare a meno, altro elemento indispensabile? la vasca di sabbia per i bambini! e se i bambini non ci sono? La userà il gatto come bagno padronale!

5. Cosa portare? I tedeschi amano la cucina italiana, e come dargli torto? Qui si apprezza il fatto di portare pietanze cucinate in casa, ma badate bene, specificate subito che sono aggiuntive alla cena, altrimenti, come mi è già capitato penseranno ad un regalo, ritireranno tutto per mangiarselo in un altro momento, poi vi scriveranno per farvi i complimenti e voi ringrazierete a bocca asciutta!

sabato 9 maggio 2015

Una settimana da guide turistiche!


Che super settimana gente!
Mio figlio di 20 mesi ha una gamba ingessata, ma era già previsto l'arrivo di una coppia di amici italiani! Io e mio marito abbiamo fatto le  guide turistiche!

Quando siamo andati in areoporto a prenderli erano felicissimi!!Loro hanno girato tutto il mondo, e sono quel tipo di persone che messo il piede sull'aereo entrano in modalità vacanza e si divertono come pazzi!
Naturalmente con mio figlio in queste condizioni abbiamo un po' rallentato i ritmi, ma non ci siamo certo risparmiati e abbiamo camminato in media 10 km al giorno!

Punti fermi: Birra Erdinger a fiumi, bretzel di ogni dimensione e condimento, selfies uniti a sevizio fotografico con pubblicazioni quotidiane! Non essendo abituati a tante foto, io e mio marito abbiamo persino iniziato a pettinarci!

Programma: una settimana tutti insieme a spasso per l'incantevole Baviera.

Tour di Monaco: visita del centro storico, il Castello di Nymphenburg, il Giardino Botanico, OlympiaPark, l'esposizione e Museo BMW, lo zoo Hellabrunn, Allianz Arena, cittadine nei dintorni come Freising ed Erding, fino a quello che tutti conosciamo come il castello della Disney, l'impronunciabile Neuschwanstein!

La Baviera attira davvero migliaia di turisti da tutto il mondo, ed essendo alle prese con un bambino ingessato, mi sono presa dei tempi di osservazione comodamente seduta su una panchina, e tra una pappa e un pannolino vi dirò che...

Noi turisti italiani siamo famigerati frequentatori dell'Oktoberfest ma a quanto pare anche nel resto dell'anno non disdegnamo le gite d'
oltralpe. Siamo riconoscibili perché siamo gli unici ad abbinare le scarpe alla cintura, parliamo a voce alta e gesticoliamo, anche a distanza è possibile capire se si tratta di una lite piuttosto che di un racconto. Di solito siamo innocui se non esageriamo con la birra! Poco avvezzi alle mance ahimè! (D'altronde l'Italia è uno dei pochi paesi dove non si usa).

I più singolari in assoluto sono i Giapponesi! A parte l'immancabile macchina fotografica, spesso indossano mascherine da sala operatoria. Pare lo facciano solo se stanno male per non diffondere l'influenza, bell'idea ma con tutte ste mascherine sembra di essere sul set di Ebola Virus! Altra cosa strana, adorano i bambini occidentali, spesso cercano di fare le foto con mio figlio, oppure corrono dietro ai bambini per fotografarsi con loro. All'inizio sembrano carini ma inquietanti rende meglio l'idea.

Sugli americani e i francesi c'è poco da dire, i primi sono sempre gasatissimi mentre i secondi sembrano usciti dal favoloso mondo di Amélie. Proprio sereni.

Ultimi ma non meno importanti i turisti tedeschi! Li vedi già in autostrada che camminano con i loro bastoncini da Nordic Walking, nessuno li ha mai visti uscire di casa, ma nemmeno rientrare. La leggenda narra che siano sempre gli stessi che girano da anni senza meta. Penso ci sia un fondo di verità visto che spesso si tratta di anziani. Appoggiano i loro bastoncini, visitano e ripartono, della serie chi si ferma è perduto!

giovedì 23 aprile 2015

10 cose che ci mancano.

Ormai ci siamo, è quasi un anno in Tedeschia. 
Il bilancio è decisamente positivo ma sarebbe disonesto non dirvi che abbiamo dovuto fare delle rinunce. Sarò molto esplicita in questo post, visto che da quando siamo qui riceviamo diverse richieste di aiuto e consigli per emigrare.
Seguono le 10 cose a cui abbiamo dovuto rinunciare:

1. Il caffè. E' un punto dolente amici! scordatevi di dire cose tipo  "andiamo a berci un caffè?". Qui la maggior parte dei locali hanno una macchina dalla quale esce una specie di liquido scuro all'aroma di caffè, che oltre ad essere imbevibile è pure caro come il fuoco!

2. Il bidet. Solo un italiano può comprendere la rottura di scatole di doversi fare la doccia ogni qual volta basterebbe un bidet! Qui nessuno sa nemmeno a cosa serva.

3. Internet. In questo caso l'Italia offre più traffico dati e più copertura come zone allo stesso prezzo.

4. La pizza italiana. Se è vero che l'Italia fornisce pizzaioli in tutta la Tedeschia è molto raro trovare la pizza come la conosciamo in Italia, il più frequente tipo di pizza è un disco di frumento di circa 22 cm di diametro cosparso di formaggi a caso, liquido rosso simil pomodoro, frutta e altri sorprendenti ingredienti.

5. I Ringo. Do you Ringo? Magari! Ad oggi sono introvabili ma non mi arrendo.

6. Gli animali domestici. La maggior parte degli alloggi in affitto non prevede la presenza di animali, specialmente se si tratta di un appartamento ristrutturato. Già è molto difficile trovare una casa se poi c'è fido è durissima!

7. La pirateria. La legge sulla Privacy è tutta italiana, qui non esiste, e quando vi pescano (molto frequente) le multe sono salatissime, a meno che vostro marito sia un nerd, allora ma solo in quel caso, potrete per l'ennesima volta ringraziare il cielo di aver sposato un nerd!

8. Gli aperitivi. Semplicemente non esistono. Potete bere litri di birra ma non sperate vi portino altro tipo salatini o patatine, a meno che non lo ordiniate. Scordatevi gli 'apecena' è un concetto che qui non ha attecchito!

9. Fare lavoretti in cortile di domenica. Scordatevelo! La domenica è il giorno del silenzio e se vi venisse voglia di tagliare il prato fareste la fine del povero Ciro!

10. Il cinema. Se sperate di trovare dei multisala con lingua italiana in Tedeschia vi state sbagliando di grosso amici! 
Televisore gigante e dvd e come dice sempre la mia mamma: ricordatevi che chi si accontenta, gode!

lunedì 12 gennaio 2015

La civiltà? Eccola!

Eccomi qui nel nuovo anno, finite le vacanze natalizie, rieccoci alla vita vera!
Ha riaperto il Mütterzentrum e come mi ero ripromessa, stamattina ho compiuto il grande passo.

Ebbene, per la prima volta ho affidato mio figlio al metodo tedesco, si insomma l'ho lasciato per un'oretta ad altre mamme. Ho parlato con la responsabile, per chiedere un consiglio e lei con tono rassicurante "lui è pronto e tu?"
Ho messo da parte l'ansia, ho compilato la tabella con nome, numero di telefono e orario, mi sono fatta forza e tra le pacche sulle spalle e gli sguardi increduli, mi sono fidata e ho varcato la porta. 

Non avevo programmato di riuscire a farlo e mi sono ritrovata per strada un po' stranita, ma ecco che mi viene incontro un'amica, che risolve la situazione "sei libera? dai vieni con me ti porto in biblioteca!"

Attraversiamo il centro e in pochi minuti arriviamo in un grande cortile, l'insegna dice Bücherei Erding, mi guardo intorno e naturalmente c'è un grande posteggio per le biciclette. Nella foto la Biblioteca Comunale, composta da due palazzine di tre piani, a destra l'area bimbi e a sinistra l'area per gli adulti.

L'area Kinder è davvero fornita di ogni confort, inclusi i bagni a misura di bambini, l'offerta è varia e ci sono letture per tutte le fasi d'età, c'è lo spazio per poter consultare, giocare oppure si possono noleggiare i libri. Per i bambini, tutti i servizi, inclusa tessera d'iscrizione e l'affitto dei libri sono completamente gratuiti. 

Anche l'area per gli adulti è ben fornita, le zone sono organizzate e suddivise in settori sui tre piani, ci sono tavoli e panchine ovunque, oltre ad un'area computer per consultare enciclopedie digitali. Naturalmente non mancano le varie macchinette per caffé e bibite, con prezzi ridotti in quanto è spesso frequentata dagli studenti e come già sapete, in Tedeschia chi studia è visto di buon occhio e non avendo reddito va aiutato. La sola consultazione esclude l'obbligo al tesseramento annuale, che per i non più studenti come me, si aggira sui cinque euro annui.

Mi fermo per un istante a respirare la civiltà, e nel silenzio rassicurante dei libri, mi ritrovo ancora una volta, a pensare che sono nel posto giusto per crescere mio figlio.

venerdì 21 novembre 2014

Da zero a sei (o sette) anni.

Le info scolastiche che seguiranno non provengono da un noioso sito ufficiale ma dalle chiacchere fatte in questi mesi con svariate mamme ed ex studenti. Considerate che vivo in Baviera e tra regione e regione vi sono alcune differenze, anche per quanto riguarda le vacanze scolastiche.
Stamattina mentre bevevo un caffè e mio figlio sorseggiava colla, mi sono tolta l'ultimo dubbio.

Tanto per incominciare, quando nasce un bimbo di una madre lavoratrice a Monaco, consigliano di inviare circa 18 lettere di richiesta iscrizione al nido. Per legge entro 12 mesi dovrebbe arrivare almeno una risposta positiva nel raggio di 45 km. Scrivo 12 mesi perché in seguito alla nascita la madre ha 12 mensilità pagate al 100%, dopo di che deve rientrare, oppure può chiedere un'aspettativa fino al compimento dei tre anni. Ma non perdiamoci in dettagli.
Insomma pare che trovare un nido a Monaco non sia così semplice.

Compiuto 1 anno e fino ai 3, ci sono diverse alternative. Alcune molto simili a quelle italiane. Nidi privati e sono tantissimi, nidi sociali in cui collaborano anche i genitori e i costi diminuiscono. Associazioni finanziate dai comuni come i Mütterzentrum, oppure centri alternativi gestiti da enti religiosi o politici. Insomma per ogni tasca e per tutti i gusti.

Al compimento dei 3 anni, inizia un ciclo della scuola materna che può durare dai 3 ai 4 anni. 
Come sopra ma spariscono i Mütterzentrum e si inserisce in alternativa all'asilo pubblico, cattolico, protestante, privato o l'opzione che trovo più interessante:
Le scuole Maria Montessori. Sono circa 1200 sparse per tutta la Tedeschia, istituti privati con insegnanti qualificati Montessori e tutto ciò che ne viene dietro. Ritengo che questi istituti meritino un post dedicato, io e mio marito parteciperemo all'open day e alle serate genitori, prima indago poi scrivo.
Perché questo periodo varia dai 3 ai 4 anni? molto semplice, ora mi spiego meglio.

In Tedeschia è possibile iniziare, quelle che noi conosciamo come elementari, anche a 7 anni. Vi sembrerà impossibile ma secondo studi e statistiche fatte sugli studenti tedeschi, pare che iniziare la scuola a 7 anni aiuti ad avere una migliore carriera scolastica. La valutazione è soggettiva naturalmente, varia da bambino a bambino. Nell'anno in cui si compiono sei anni,  la scuola in cui si è fatta la pre-iscrizione, invia una lettera di convocazione alla famiglia per un colloquio in cui i futuri insegnanti valuteranno se il bambino può iniziare subito o se è meglio rinviare all'anno seguente.
In caso di assenza al colloquio, e nessuna risposta alla lettera, ne viene inviata una seconda. Nell'ipotesi in cui segua il silenzio stampa, la scuola da comunicazione alla Polizia che lo studente in questione dovrà essere prelevato da casa e accompagnato a scuola per inziare il ciclo scolastico.
Sono molti i genitori che spingono perché i propri figli non inizino prima dei sette anni, al punto che a Monaco ci si può rivolgere all'istituto certificato di medicina della scuola, che effettua valutazioni e le stesse sono valide in ogni istituto.

In Tedeschia, come in Italia, esiste l'obbligo scolastico, che qui viene preso un tantino più seriamente.
Ad esempio. Mentre durante la scuola materna è possibile assentarsi per una vacanza o un qualsiasi motivo, a partire dall'inizio delle elementari non è più possibile assentarsi se non in caso di malattia certificata o visita medica anch'essa certificata. Insomma, allungare un weekend o cedere alle lagne del bambino che ha male al pancino e poca voglia di andare a scuola, qui non è possibile. Tantomeno pensare di partire per una vacanza!
L'assenza non giustificata da un motivo valido, ha come conseguenza una denuncia alla Polizia, in quanto si nega al bambino in questione, il diritto all'istruzione che è quasi totalmente finanziata dallo Stato (libri inclusi, acquistati dall'istituto e affittati annualmente agli studenti). la famiglia oltre ad essere multata, dovrà giustificare davanti ad un giudice minorile l'assenza e badate bene, si rischia la galera! 

Già me lo immagino il Mario Rossi di turno "ma signor Giudice, sono riuscito a trovare i biglietti loucost!!!!"

Insomma agire in stile italiano 'ma tanto cosa vuoi che succeda' è vivamente sconsigliato!

Se cercate informazioni su come funziona in UK vi consiglio il blog di un'amica 

domenica 19 ottobre 2014

Trova l'intruso...

Stavolta devo fare una premessa.
Qui in Tedeschia essere un immigrato equivale ad essere un tedesco. Stessi doveri e stessi diritti, ma c'è un dettaglio che non bisogna trascurare se a qualcuno di voi venisse in mente di seguirmi...
bisogna sapere il tedesco. Non ci sono scappatoie e mi duole dirvi che in tutti i centri dal municipio alle scuole ufficiali che accolgono gli immigrati, tutto avviene in tedesco, iscrizioni, compilazione dei moduli, ecc...magari qualcuno vi ha raccontato che con l'inglese si fa tutto. Beh vi hanno detto una bugia. Questo è un problema. Inutile negarlo, ne ho discusso diverse volte con persone che vivono qui da molti anni e tutti concordano. 

Vi racconto cosa è successo alla mia prima lezione di tedesco...
Immaginate di avere una cartina del mondo. A casaccio mettete quattordici bandierine sparse per tutti i continenti, ecco insomma la mia classe è come si suol dire ben assortita!

Più o meno puntuali, ci siamo presentati tutti, utilizzando ogni tipo di trasporto, dai piedi al treno. Un po' con dei libri e un po' senza, tra cui la sottoscritta. Il fatto di vedere un po' di libri uguali mi ha subito insoppettita, normale, ma era scritto nel modulo di iscrizione... in tedesco! 
Già, iscriversi è stata una bella sudata perché la segretaria della scuola parla inglese come Renzi pertanto è già un miracolo che io sia stata assegnata ad una classe! Un libro, come ho fatto a non pensarci! forse perché era indicato come un codice IBAN?? il mio compagno di banco, tale Attila, parlucchia inglese e ho subito inviato una mail a mio marito per fare l'ordine su Amazon. 

Identikit dell'insegnante: nome Bernarda, anni sessanta (quelli in cui era giovane), pazienza: troppa!
anche se nelle prime ore era molto agitata! si perché i tedeschi sono quadrati e se qualcosa va storto, vanno subito nel pallone! indovinate un po'? c'erano tre studenti di troppo! Avete capito bene, tre!

Bernarda ripeteva l'appello regolarmente ogni quarantacinque minuti (forse sperava si smaterializzassero...) Dopo il quarto appello ho iniziato a dubitare io stessa di aver sbagliato classe. Ma ecco trovati gli intrusi, almeno i primi due, la strana coppia di vietnamiti viene accompagnata fuori da un altro insegnante, si allontanano coi visi imbarazzati e spariscono nel corridoio. Io ho avuto la decenza di coprirmi il volto mentre Amnu l'indiano alla mia destra è letteralmente caduto dalla sedia dal ridere.
Da diciassette a quindici, va bene no? nein! la lista dice che siamo quattordici...e il terzo intruso? 
Amici io di persone confuse ne conosco assai, molte sono tra di voi, ma vi pare possibile che dopo 4 ore di lezione di tedesco, non ci si possa accorgere che non è il corso d'inglese?? Ero incredula e ho iniziato a pensare seriamente ad una candid camera! Il cinese ci aveva ingannati! Convinto fino al midollo di essere al corso d'inglese, continuava a sostenere di non aver sbagliato corso fino all'ultimo minuto, quando è stato allontanato a forza da un'altra insegnante. 

Che volete che vi dica?! il solito tarocco cinese...

mercoledì 15 ottobre 2014

Non basta essere maiala per avere successo! (Parco Giochi vs Peppa Pig - 1:0)

Peppa Wutz in Tedeschia è la più famosa Peppa Pig per noi italiani.
Wutz è un termine del dialetto bavarese per definire il maiale. E adesso non fate i radical chic! E' impossibile non conoscerla, in televisione è un costante martello, su Rai Yoyo viene trasmessa per ore e ore, e se proprio non avete figli, l'avrete certo incontrata al supermercato, al bar, nei negozi d'abbigliamento, insomma Peppa per gli italiani è una vera e propria ossessione!

Prima di partire per la Tedeschia ammetto di averla vista anch'io, si è così. Riassumo brevemente: Peppa Pig racconta la quotidianità di una famiglia di 4 maiali, i figli sono Peppa e George, Peppa è la sorella maggiore, capricciosa e viziata, a tratti insopportabile. I genitori sono quasi sempre presenti, la madre è una donna lavoratrice tutto fare. Il padre è un po' goffo, profilo da ladro di angurie, imbranato in tutto, l'unica figura maschile senza senso dell'orientamento, insomma uno sfigato! E la figlia non perde occasione per deriderlo.  Peppa viene trasmessa poco qui in Tedeschia e non ha avuto nessun tipo di riscontro, tanté che girando in lungo e in largo non è semplice trovare gadget, qualcosina si, ma niente di clamoroso. Peppa non è piaciuta, non è strano? E' meglio o peggio? Non sta a me giudicare, ma una cosa è certa: la tv per bambini qui, funziona proprio diversamente. 

I cartoni, ad esempio, non seguono fasce orarie precise. Mi spiego meglio. Ogni giorno accendo la tv più o meno negli stessi orari e vediamo sempre cartoni animati diversi. Ipotizzo sia fatto appositamente per non creare dipendenza perché non saprei come altro spiegarlo. 

E qui si arriva al nocciolo della questione. 

Le mamme tedesche non amano particolarmente lasciare i bambini davanti alla TV, lo dimostra il fatto che sono diffusissime le tute da pioggia e da neve, completini impermeabili composti da pantalone, giacchetta, copri scarpe per i gattonatori o stivaletti per i bipedi. Acquisto indispensabile per poter portare i bambini nei parchi anche quando ha appena piovuto o nevicato. Insomma la pioggia non può essere una scusa e per loro è impensabile rimanere chiusi in casa per tutto l'inverno. Condivido questo pensiero e ho appena acquistato anch'io un completino per mio figlio, della serie caro inverno ci fai un baffo!! 

lunedì 13 ottobre 2014

Ciapa su e porta a ca'

Non voglio annoiarvi col mio primo giorno al Mutter Zentrum, perché è troppo figo e basta.
Ho invece conosciuto una donna molto interessante, Marlene. E' un insegnante d'inglese, ha tre figli (molto comune qui) parla tedesco, russo, polacco e al liceo ha studiato italiano. Facciamo subito amicizia,  si scusa per il suo italiano e iniziamo a parlare del corso di lingue che inizierò questo venerdì.
Si perché venerdì si comincia.
Marlene insegna in una delle tante scuole internazionali sparse sul territorio. Le scuole internazionali sono nate principalmente dall'esigenza di aiutare mamme e bambini stranieri ad integrarsi, sono veri e propri istituti riconosciuti e co-finanziati dallo Stato.
Arrivare in un Paese e pensare di non parlare la lingua, annulla quasi totalmente l'integrazione. Non è pensabile, ne per i figli, ne per i genitori. E il tedesco è difficile, inutile improvvisarsi, è una lingua complessa che va studiata, a meno che non si voglia passare il resto della vita a guardare la Rai.
Alla Scuola Internazionale si svolgono corsi di lingua tedesca per il livello base A1 e il livello avanzato B1. Le lezioni si tengono quattro giorni a settimana, in tre diverse fasce orarie, dalle 9 alle 21. Sono 5 ore di lezione al giorno. Ogni ora costa 1€ che viene versato giornalmente a seconda delle ore che decidi di fare. E i bambini che fine fanno? I bambini da 1 a 3 anni se ne stanno nell'area Kinder Garten per tutto il tempo delle lezioni e il servizio è incluso nella quota mensile. Si avete capito bene! Le mamme possono studiare in pace e bimbi sono al sicuro.
Marlene mi ha spiegato che in Germania, la politica è a favore della famiglia ed è importante che la donna conquisti la sua indipendenza, che possa svolgere un lavoro per realizzarsi e sostenere la famiglia e qui ne fanno di figli!
Terminato un anno di frequentazione bisogna superare un esame e loro garantiscono il livello di lingua che ti viene attribuito, ti consegnano un certificato per esempio B1 che ti consente di accedere subito ai colloqui di lavoro. Ora i più polemici di voi potrebbero anche avanzare una critica: per una mamma immigrata senza lavoro, anche  centosessanta euro al mese sono comunque tanti soldi!
A parte che se vivi in Italia sai perfettamente che non esistono questi istituti e per quanto mi riguarda dovremmo solo prendere esempio, ma aggiungo che le mamme a tempo pieno qui, ricevono un bonus mensile dallo Stato fino al compimento dei tre anni del figlio. 
Quindi, citu! CIAPA SU E PORTA A CA'!

lunedì 29 settembre 2014

I picchiatori di Castagno


I parchi in Tedeschia non sono come i parchi italiani, non parlo solo di pulizia e investimenti da parte dei comuni per tenerli puliti, sono le persone che hanno un approccio alla natura profondamente diverso. Dimenticate l'immagine tipica della nostra penisola dove i parchi sono spesso il ritrovo per badanti in pausa sigaretta, anziani in stato confusionale, adolescenti in preda a delirio ormonale; niente di tutto questo! Qui ci sono tanti bambini, ragazzini, i giochi i più impensabili e fighissimi, curate costruzioni in legno e corda, enormi vasche di sabbia, scivoli che neanche i Goonies!  Oggi però è accaduto un fatto che è stato come un'epifania! Mentre spingevo mio figlio sull'altalena, sono arrivati un gruppetto di bambini sui dieci anni, pantaloncini, calzettoni di spugna e sandali, muniti di bastoncini di legno e sacchetti. Hanno circondato il grande castagno e hanno iniziato a tirare per aria i bastoni, ridevano e saltavano. Ma che fanno? picchiano l'albero? dopo qualche secondo ecco cadere a terra le castagne, decine e decine, e riempiti i sacchetti fino all'orlo, soddisfatti e felici vengono raggiunti dai genitori vestiti come loro ma molto più alti e via verso casa! 
Ecco la mia epifania, forse abbiamo dimenticato che i soldi non sono l'unico veicolo per ottenere qualcosa che ci piace, anzi forse educare i nostri figli ad ottere quello che vogliono con mezzi che escludano il denaro, potrebbe esserre un modo per mettere in circolazione adulti più felici :)