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mercoledì 13 maggio 2015

6 buoni motivi per cui i nipoti possono crescere lontano dai nonni!

 
L'argomento è delicato me ne rendo conto, ma ritengo sia giunto il momento di fare chiarezza. 
Sono una mamma expat, e affronto quotidianamente una nuova lingua, un nuovo sistema scolastico, e tutto ciò che ne consegue, si insomma diciamocelo, emigrare con figli richiede molte più energie e un po' di follia ed è proprio qui che vi voglio! 

Spesso ci si trova soli ad affrontare tutto, giorni buoni e giorni meno buoni, arrivano per tutti quei momenti in cui pensi 'certo che se avessi qui vicino i nonni potrei farmi aiutare', ma sai bene che non ci sono e devi cavartela con le tue forze! 
Così chiaccherando con mio marito abbiamo stilato un elenco di pro (perché siamo fottutamente ottimisti). Ecco i 6 buoni motivi per cui i nipoti possono crescere lontano dai nonni!

Il nipotino che cresce lontano dai nonni:
  1. Avrà sempre modo di immaginarseli buoni e cari, questo perché nei pochi giorni all'anno passeranno il tempo ad accrescere la sua autostima e a riempirlo di regali. Li guarderà nelle foto e noi gli racconteremo cose meravigliose!
  2. Non crescerà viziato. Questo è importante perché si evitano le sgradevoli situazioni in cui la nonna è meglio della mamma perché lo accontenta sempre, nonostante i nostri espliciti "non fargli fare tutto, poi penserà che siamo cattivi noi!" e la risposta di solito è "ma non fa niente di male poverino". Come parlare con un muro.
  3. Potrà passare il weekend in giro per parchi e gite coi genitori invece di stare ore seduto a tavola dai nonni per il tradizionale pranzo della domenica. A centinaia di km di distanza puoi fare come ti pare!
  4. Avrà genitori più sereni. La lontanza dai nonni azzera completamente le classiche discussioni che nascono in famiglia. Spesso (non sempre!) si sentono in diritto di intromettersi nell'educazione dei nipoti, creando più disagi che altro con frasi tipo "ma non avrà freddo solo con la felpa?", "mi sembra così pallido, ma sta bene?", "ha una linea di febbre, chiama la pediatra!" sottolineando inequivocabilmente la vostra totale incapacità di genitore.
  5. Sarà più magro! i nonni sono famosi per le quantità industriali di lasagne e polpette che cucinano ad ogni ora del giorno e della notte, ovviamente il bambino non tiene conto che hanno più tempo libero. Al temebile paragone con i genitori si aggiungono frasi come "mi sembra dimagrito, prima aveva delle belle guanciotte" oppure "è pallidino, mangià abbastanza?". Considerare che un genitore sia all'altezza della situazione? impossibile!
  6. Sarà più coraggioso. i nonni tendono ad essere iperprotettivi, eccesso di amore o mancanza di fiducia nel lavoro svolto dai propri figli? difficile spiegarlo ma è così che succede. I nonni hanno la tendenza ad agevolare le situazioni, mille volte su e giù dall'altalena senza batter ciglio, portafogli sempre aperto, dentifricio sullo spazzolino? perché no? perché è sbagliato! i bambini devono comprendere che ci sono dei limiti, che il mondo non gira intorno a loro e devono rispettare i tempi di tutti!
Immagino che qualcuno di voi starà pensando che non è vero, i nonni sono tutti buoni, cari e indispensabili, molto bene beati voi! 
per l'altro 97% di genitori che si sono riconosciuti, ammettetelo, vi è venuta voglia di emigrare, vero?

giovedì 23 aprile 2015

Com'è dura l'avventura!

Eccomi tornata dopo due settimane italiane. 
Ho bevuto tutti i cappuccini possibili, mi sono scofanata tanta pizza, ho usato il bidet ad ogni occasione, insomma ho fatto il pieno di quel che mi mancava, ho rivisto la mia famiglia e alcuni amici, non tutti purtroppo, ma recupererò!

I miei spostamenti in Italia avvengono per lo più in aereo, io e mio figlio viaggiamo sempre con Air Dolomiti di Lufthansa che si occupa del tratto Monaco - Torino. Il viaggio è breve, più o meno 60 minuti, insomma il tempo di leggersi un quotidiano e sorseggiare un drink...come no!

Il calvario di una mamma in viaggio con passeggino, borsa pannolini e valigia comincia all'areoporto. L'inizio è  senza intoppi, si va diretti verso l'area famiglie per check-in agevolato, tutto liscio, tranne per i controlli di sicurezza, dove praticamente resto solo in pantaloni e maglietta e fanno togliere giubbino e scarpe anche al piccolo. 
Seguono i controlli anti-droga al passeggino e al biberon, l'ultima volta mio figlio si è rifiutato di consegnare il suo pupazzo, c'è un limite a tutto! Perdo un quarto d'ora a ricomporre il tutto, mentre lui si è già affezionato a chiunque lo tenga in braccio; guarda incuriosito il monitor luminoso e scoppia una tragedia per portarlo via.

Parto sempre dallo stesso Gate e la formazione si ripete, posti a disposizione sono 120 e sono occupati da : 80 uomini con valigetta, 1 mamma,1 bimbo, 2 hostess e spero i piloti. Dopo un ulteriore controllo del passaporto, saliamo sul pullmann per arrivare sotto dell'aereo. A quel punto devo lasciare mio figlio a un tecnico, smontare il passeggino, consegnare la valigia, riprendere il bambino e salire la ripidissima scaletta. Ma eccoci finalmente in aereo, ci riempiono di regali come puzzle, astucci, marionette, biscotti, album da disegno, matite, ogni volta sono diversi e finoscono regolarmente sotto i sedili nel giro di pochi minuti.

Al contrario della scuola, in aereo i posti in fondo restano sempre vuoti per il rumore, così di solito ci andiamo noi. Mio figlio non paga ancora per un posto a sedere, viaggia in braccio, legato da una sorta di cintura accessoria. Mi salta sulle ovaie, sgomita perché vorrebbe muoversi, urla, ride, ha sbalzi ormonali come una donna incinta. Credetemi, mi mette a dura prova.

In quota fa regolarmente la cacca o tantissima pipì, l'hostess mi indica sempre il bagno dove sostiene ci sia un fasciatoio, che tenerezza mi fa. E' evidente che non ha il senso della misura.
Il fasciatoio è una specie di nicchia tipo Dolce Forno della Harbert, mio figlio va per i 14 kg e scalcia come un cavallo dopato, ed è impensabile infilarlo li dentro. La prima volta ci ho anche provato e col piedino ha suonato l'allarme due volte! Di solito lo cambio sui sedili, sperando non abbia pipì di riserva.

Servono da bere e portano da mangiare, molto bene! E io? La creatura si mangia tutto quello che mi danno e a me restano solo i plasmon! L'ultima volta ho osato chiedere un bicchiere di Coca-Cola, l'ho bevuto in equilibrio col braccio per aria, intanto lui, si è slacciato la cintura, ha afferrato la bottiglia della birra del vicino e ha iniziato a correre nel corridoio, risultato? l'hostess mi ha tirato le orecchie "Non è una buona idea lasciarlo nel corridoio!" mi ha detto, ma va???? volevo solo bere!

Come in ogni buon film dell'orrore, il peggio è sul finale! Tutti escono,  mentre io sto ancora raccogliendo pezzi in giro sotto i sedili, devo vestirmi, vestire lui e intanto il pullman aspetta solo noi, che dobbiamo scendere dalla scaletta sempre più ripida, ricomporre il passeggino, legare il criminale che urla "papaaaà!!!" mentre lo strappo dalle braccia dello stewart in imbarazzo.

Ma no tranquilli, non è impegnativo viaggiare in aereo con bambini  piccoli, io per esempio ci impiego solo tre giorni a riprendermi! Per fortuna tra tutti questi managers c'è sempre qualche anima pia che mi aiuta con i bagagli. 

Mi consola sapere che non sono l'unica pazza, ma mi tiene compagnia Anna in UK...





mercoledì 21 gennaio 2015

Un anamnesi originale!

Domenica siamo stati per la prima volta in un ospedale tedesco, anzi due.

Alla comparsa di puntini sul pancino di mio figlio, abbiamo deciso di chiedere un parere medico e ci siamo incamminati verso l'ospedale che dista circa quattrocento metri da casa. 

Arrivati al pronto soccorso ci siamo ritrovati davanti ad un viale cementato con due grandi sculture colorate a semicerchio, appena entrati abbiamo avuto la sensazione di aver sbagliato ingresso. Alla nostra destra un grande e luminoso bar con tavoli di faggio e decorazioni bavaresi, alla sinistra il parcheggio di barelle e sedie a rotelle. Silenzio. 

Ci guardiamo intorno e appurato di non aver sbagliato, osserviamo che il bar è anche frequentato da malati con parenti che chiaccherano sotto voce. Decidiamo di seguire le indicazioni e attraversiamo un lungo corridoio con una mostra di quadri in vendita, fino a quando troviamo un ufficio informazioni con due infermiere sorridenti. Immediatamente registrano la tessera sanitaria di mio figlio e ci fanno accomodare in uno studio medico. Dopo pochi minuti si presenta un medico che parla solo tedesco o bavarese, visita mio figlio, ma specifica di non essere un pediatra, ritiene si tratti di una malattia infettiva e compila un foglio di ricovero per l'ospedale pediatrico. 
Possibile che un medico nel 2015 non parli una parola d'inglese? ribadisco, in Tedeschia con l'inglese non si va lontano!
Le infermiere ci danno l'indirizzo, e ci chiedono se vogliamo le indicazioni per i mezzi pubblici, per fortuna abbiamo l'auto e siamo quindi costretti a cambiare ospedale. 

Dopo circa quaranta minuti, eccoci a Landshut.
Su una collina, tra villette e stradine, grazie al navigatore arriviamo dritti nel parcheggio, che è gratuito come è giusto che sia. 
St. Marien è il più grande ospedale pediatrico che io abbia mai visto, il nome non è casuale, credetemi!

L'ingresso del Kinderkrankenhaus è enorme e silenzioso, tutto colorato, dipinti e giochi, un grande bureau con un bel crocifisso appeso. L'impiegata ci consegna i moduli per la registrazione e, comprendendo le nostre difficoltà linguistiche, decide di aiutarci in tutto e per tutto. 
Le domande erano tante, ma qualcuna ci ha lasciati interdetti: indicare la religione dei genitori (normale) e del bambino, incluso il giorno del battesimo. Come prego?
Ora per chi si fosse perso come funziona la religione qui in Tedeschia è pregato di andarsi a leggere http://intantointedeschia.blogspot.de/2014/10/mangia-prega-paga.html

Io e mio marito ci guardiamo... il battesimo? che tipo di rilevanza può avere la data del battesimo in una anamnesi medica? Io non sono un dottore, sia chiaro, ma ho pensato che non c'entri una cippa di niente.
Ci accomodiamo tra altre famiglie in attesa (per la cronaca anche musulmani). È domenica ed il personale è ridotto. Iniziamo a guardarci intorno, ci sono cartelli e fotografie, non riusciamo a leggere tutto ma capiamo che i cattolici hanno messo dei bei soldini nella struttura. Non dimentichiamoci che la Baviera è la regione più cattolica della Tedeschia, perfino l'ex Papa è un emerito bavarese!
L'ospedale è ovviamente super figo, pulito e ogni cosa è curata nei dettagli, il silenzio è interrotto solo dalle risa dei bambini.

Dopo circa un'ora e mezza, ecco che finalmente tocca a noi! Il silenzio è tale che sentiamo a distanza l'infermiera che chiede in sala medici "chi parla inglese?". Imbarazzo generale, ma ecco che un baldo giovane pediatra si fa avanti! Parla un discreto inglese, entra e viene subito a stringerci la mano. Iniziamo una lunga chiaccherata, ci conferma che è Scharlach cioè scarlattina. Ci consegna una confezione di antibiotico e una prescrizione da portare dal pediatra.
Dopo aver rifiutato il ricovero, a nostro parere del tutto inutile, ci dirigiamo verso casa per assaporare un po' di Italia, pasta saltata con pomodoro e tonno... casa dolce casa.
Anche in UK le cose vanno diversamente, ecco il blog della mia amica Anna.
https://ihopethatimanage.wordpress.com/2015/04/29/nhs-la-sfida-atto-ii/

lunedì 12 gennaio 2015

La civiltà? Eccola!

Eccomi qui nel nuovo anno, finite le vacanze natalizie, rieccoci alla vita vera!
Ha riaperto il Mütterzentrum e come mi ero ripromessa, stamattina ho compiuto il grande passo.

Ebbene, per la prima volta ho affidato mio figlio al metodo tedesco, si insomma l'ho lasciato per un'oretta ad altre mamme. Ho parlato con la responsabile, per chiedere un consiglio e lei con tono rassicurante "lui è pronto e tu?"
Ho messo da parte l'ansia, ho compilato la tabella con nome, numero di telefono e orario, mi sono fatta forza e tra le pacche sulle spalle e gli sguardi increduli, mi sono fidata e ho varcato la porta. 

Non avevo programmato di riuscire a farlo e mi sono ritrovata per strada un po' stranita, ma ecco che mi viene incontro un'amica, che risolve la situazione "sei libera? dai vieni con me ti porto in biblioteca!"

Attraversiamo il centro e in pochi minuti arriviamo in un grande cortile, l'insegna dice Bücherei Erding, mi guardo intorno e naturalmente c'è un grande posteggio per le biciclette. Nella foto la Biblioteca Comunale, composta da due palazzine di tre piani, a destra l'area bimbi e a sinistra l'area per gli adulti.

L'area Kinder è davvero fornita di ogni confort, inclusi i bagni a misura di bambini, l'offerta è varia e ci sono letture per tutte le fasi d'età, c'è lo spazio per poter consultare, giocare oppure si possono noleggiare i libri. Per i bambini, tutti i servizi, inclusa tessera d'iscrizione e l'affitto dei libri sono completamente gratuiti. 

Anche l'area per gli adulti è ben fornita, le zone sono organizzate e suddivise in settori sui tre piani, ci sono tavoli e panchine ovunque, oltre ad un'area computer per consultare enciclopedie digitali. Naturalmente non mancano le varie macchinette per caffé e bibite, con prezzi ridotti in quanto è spesso frequentata dagli studenti e come già sapete, in Tedeschia chi studia è visto di buon occhio e non avendo reddito va aiutato. La sola consultazione esclude l'obbligo al tesseramento annuale, che per i non più studenti come me, si aggira sui cinque euro annui.

Mi fermo per un istante a respirare la civiltà, e nel silenzio rassicurante dei libri, mi ritrovo ancora una volta, a pensare che sono nel posto giusto per crescere mio figlio.

giovedì 4 dicembre 2014

Le cattive abitudini sono dure a morire!

E se vi dicessi che a volte dimentico di essere in Tedeschia? già è così, sarà l'età oppure le cattive abitudini italiane, si perché di cattive abitudini si tratta.

In questi giorni mio figlio ha un po' di tosse notturna, nulla di che, ma ho pensato di chiamare la dottoressa per scrupolo. Il telefono è spento ma mi richiama nella mezz'ora successiva, le spiego tutto, mi fissa un appuntamento per lunedì e suggerisce "se possiede un inalatore inizi ad usarlo, altrimenti ci vediamo lunedì. In caso di febbre invece, mi chiami in ogni momento". 
Fin qui tutto normale, peccato che io non posseggo un inalatore, pertanto decido di valutarne un paio e scendo alla farmacia sotto casa per acquistarne uno.

Le farmaciste mi conoscono perché ci incrociamo spesso per le scale, sono simptiche e parlucchiano inglese. Quando ho spiegato loro che cosa volevo, la reazione mi ha davvero stupita!
F. "perché vuole comprare un inalatore??ma è costoso!!ma no non è il caso di spendere soldi!"
Io "mi serve per mio figlio, ha la tosse e lunedì andremo dalla dottoressa"
F "no no lunedì la dottoressa le prescriverà l'inalatore, torni con la ricetta, funziona così! altrimenti paga due volte!no no!"
Inizialmente ho pensato, ma hanno bevuto ste due???
Io "per comprare un inalatore ho bisogno di una ricetta??" finalmente mi ha spiegato...
F. "lunedì la dottoressa prescriverà le inalazioni, lei potrà affittare l'inalatore per tutto il tempo necessario con i farmaci che servono e pagherà il sistema sanitario, senza ricetta pagherà tutto lei e il costo è davvero alto, più di cento euro!"

Giusto! Giustissimo! Grazie farmaciste, mi ero dimenticata di essere in Tedeschia!
Qui il sistema sanitario funziona e a volte mi dimentico...proprio ieri parlavo con Fabio, un papà del Mutterzentrum che è stato dal dentista per un complicato intervento alle gengive e al saldo ha presentato la tessera sanitaria.

Sia chiaro, non vorrei passasse il messaggio che qui si accede alle prestazioni mediche gratis, non sono gratis! paghiamo la stesse tasse che in Italia, solo che in Italia finisci per dover andare dai privati e pagare due volte, qui dai privati ci vai con la tessera sanitaria e paga il sistema sanitario.
Questo riduce, annulla direi, gli introiti in nero per quanto riguarda i medici.
Sarà meglio, sarà peggio? ma che dire, i tedeschi si lamentano e l'opinione comune è che non è mai abbastanza efficente, si può, si deve migliorare. 
Certo, certo, ovviamente ci saranno delle lacune ma intanto.

Dopo una vita in Italia passata a pagare tutto doppio, mi sembra così strano di non tirare fuori denaro sonante, mi sento un po' come... come un politico!

giovedì 27 novembre 2014

I figli della Teoria degli Abbracci (saranno adulti felici?)

Come già sapete, dedico le mie mattine interamente a mio figlio (non che il resto della giornata sia libero!) ma lo seguo al Mutterzentrum insieme agli altri bambini.
Questo per me è un privilegio, osservo ogni giorno i suoi cambiamenti, il suo modo di approcciarsi agli altri e seguire i suoi progressi è per me motivo di emozione.
Ma ho anche l'opportunità di vedere tutti gli altri, essendomi appena inserita in una nuova cultura, cerco di capire, seppur con qualche difficoltà, osservando i miei compagni di viaggio.

Riassumo brevemente le principali tipologie di mamme tetesche:

Classica Mamma Teutonica, alta, altissima, cucina tutto sano, ansia zero, sorride sempre, ha una soluzione per tutto, ha mediamente tre o quattro figli, attività preferite: leggere riviste di ricami natalizi, cucina tradizionale.

Mamma Punkabbestia, altezza media, capelli scompigliati o rasta, ansia?che cos'è?, non sorride se non per foto, ha mediamente uno o due figli, il marito quasi sempre sud americano simil Bob Marley, attività preferite: confezionare sigarette in un angolo, lagnarsi a caso. Sul guinzaglio di corda non ho ancora indagato.

Mamma Sportiva, alta, fisico da indossatrice, sempre allegra, si assenta solo per motivi che implicano il sudore, i suoi figli si nutrono di cetrioli, peperoni, zucchine, di solito è dotata di passeggino da running, attività preferite: stretching e balli di gruppo.

E poi ci sono i piccoli. 
I bambini sono uguali in tutto il mondo. 

I timidoni. Vivono a non più di un metro dalla loro mamma, sono dolci dolci, sempre in cerca di coccole e approvazione, per lo più innoqui da ogni punto di vista. Un po' cozze attaccate allo scoglio. Le mamme dei timidoni che osano andare in bagno, fanno pipì col sottofondo di pianti estenuanti. 

I giocherelloni. Non si curano molto della mamma, sono vivaci e irruenti, sempre in cerca di nuovi giochi, non sono innoqui ma tutto sommato non fanno danni. Le mamme dei giocherelloni passano il tempo a bere cappuccini, hanno libero accesso al bagno.

I figli della Teoria degli Abbracci. E qui si apre un mondo.

Devo fare una premessa. Esistono diverse correnti di pensiero, teorizzate da psicologi più o meno famosi, sui metodi per crescere un bambino felice. Una di queste teorie, suggerisce ai neo genitori di non sgridare i propri figli, insomma è bandita ogni sculacciata, alle marachelle si risponde con l'abbraccio. 
Pare che questo metodo aiuti i bambini a crescere felici. Sarà ma a me fanno un po' paura.

I figli della T. di A. sono i più indisciplinati e hanno una doppia personalità, davanti ai genitori recitano una gentilezza che ha il sapore di finto, aiutano gli altri bambini, li prendono per mano, li accarezzano, poi girano l'angolo e...sono dei fottuti prepotenti. Smanacciano, spingono, rubano i giochi. E i genitori? i genitori li abbracciano per cercare di calmare la loro rabbia. Si avete capito bene, li abbracciano! Magari alzano un po' la voce, ma poco. Pestano i piedi, fanno i capricci, urlano anche venti minuti consecutivi, tirano sberle anche alla mamma e mal che vada, li abbracciano??

Per fortuna questa Teoria è sposata da pochi genitori, perché vi garantisco che questi piccoli psicopatici sono pesanti come il polpettone a colazione e l'istinto di trascinarli in un angolo e suonargliele è davvero forte! 
Dopo averli visti in azione in Italia speravo di non rivederli e invece scopro che queste moderne teorie viaggiano in tutto il mondo. Si salvi chi può!!

venerdì 21 novembre 2014

Da zero a sei (o sette) anni.

Le info scolastiche che seguiranno non provengono da un noioso sito ufficiale ma dalle chiacchere fatte in questi mesi con svariate mamme ed ex studenti. Considerate che vivo in Baviera e tra regione e regione vi sono alcune differenze, anche per quanto riguarda le vacanze scolastiche.
Stamattina mentre bevevo un caffè e mio figlio sorseggiava colla, mi sono tolta l'ultimo dubbio.

Tanto per incominciare, quando nasce un bimbo di una madre lavoratrice a Monaco, consigliano di inviare circa 18 lettere di richiesta iscrizione al nido. Per legge entro 12 mesi dovrebbe arrivare almeno una risposta positiva nel raggio di 45 km. Scrivo 12 mesi perché in seguito alla nascita la madre ha 12 mensilità pagate al 100%, dopo di che deve rientrare, oppure può chiedere un'aspettativa fino al compimento dei tre anni. Ma non perdiamoci in dettagli.
Insomma pare che trovare un nido a Monaco non sia così semplice.

Compiuto 1 anno e fino ai 3, ci sono diverse alternative. Alcune molto simili a quelle italiane. Nidi privati e sono tantissimi, nidi sociali in cui collaborano anche i genitori e i costi diminuiscono. Associazioni finanziate dai comuni come i Mütterzentrum, oppure centri alternativi gestiti da enti religiosi o politici. Insomma per ogni tasca e per tutti i gusti.

Al compimento dei 3 anni, inizia un ciclo della scuola materna che può durare dai 3 ai 4 anni. 
Come sopra ma spariscono i Mütterzentrum e si inserisce in alternativa all'asilo pubblico, cattolico, protestante, privato o l'opzione che trovo più interessante:
Le scuole Maria Montessori. Sono circa 1200 sparse per tutta la Tedeschia, istituti privati con insegnanti qualificati Montessori e tutto ciò che ne viene dietro. Ritengo che questi istituti meritino un post dedicato, io e mio marito parteciperemo all'open day e alle serate genitori, prima indago poi scrivo.
Perché questo periodo varia dai 3 ai 4 anni? molto semplice, ora mi spiego meglio.

In Tedeschia è possibile iniziare, quelle che noi conosciamo come elementari, anche a 7 anni. Vi sembrerà impossibile ma secondo studi e statistiche fatte sugli studenti tedeschi, pare che iniziare la scuola a 7 anni aiuti ad avere una migliore carriera scolastica. La valutazione è soggettiva naturalmente, varia da bambino a bambino. Nell'anno in cui si compiono sei anni,  la scuola in cui si è fatta la pre-iscrizione, invia una lettera di convocazione alla famiglia per un colloquio in cui i futuri insegnanti valuteranno se il bambino può iniziare subito o se è meglio rinviare all'anno seguente.
In caso di assenza al colloquio, e nessuna risposta alla lettera, ne viene inviata una seconda. Nell'ipotesi in cui segua il silenzio stampa, la scuola da comunicazione alla Polizia che lo studente in questione dovrà essere prelevato da casa e accompagnato a scuola per inziare il ciclo scolastico.
Sono molti i genitori che spingono perché i propri figli non inizino prima dei sette anni, al punto che a Monaco ci si può rivolgere all'istituto certificato di medicina della scuola, che effettua valutazioni e le stesse sono valide in ogni istituto.

In Tedeschia, come in Italia, esiste l'obbligo scolastico, che qui viene preso un tantino più seriamente.
Ad esempio. Mentre durante la scuola materna è possibile assentarsi per una vacanza o un qualsiasi motivo, a partire dall'inizio delle elementari non è più possibile assentarsi se non in caso di malattia certificata o visita medica anch'essa certificata. Insomma, allungare un weekend o cedere alle lagne del bambino che ha male al pancino e poca voglia di andare a scuola, qui non è possibile. Tantomeno pensare di partire per una vacanza!
L'assenza non giustificata da un motivo valido, ha come conseguenza una denuncia alla Polizia, in quanto si nega al bambino in questione, il diritto all'istruzione che è quasi totalmente finanziata dallo Stato (libri inclusi, acquistati dall'istituto e affittati annualmente agli studenti). la famiglia oltre ad essere multata, dovrà giustificare davanti ad un giudice minorile l'assenza e badate bene, si rischia la galera! 

Già me lo immagino il Mario Rossi di turno "ma signor Giudice, sono riuscito a trovare i biglietti loucost!!!!"

Insomma agire in stile italiano 'ma tanto cosa vuoi che succeda' è vivamente sconsigliato!

Se cercate informazioni su come funziona in UK vi consiglio il blog di un'amica 

giovedì 13 novembre 2014

Come tante piccole stelle.

Per chi non lo sapesse in Tedeschia l'11 novembre ha inizio la stagione del Carnevale.
Ovviamente per noi italiani è un po' strano ma come sempre 'Paese che vai, Usanze che trovi'.

In concomitanza dell'inizio del Carnevale, qui ad Erding c'è un'usanza molto speciale. All'inizio di novembre i bambini dei Kinder Garten e del Mutter Zentrum iniziano a costruire delle lanterne che serviranno per la cerimonia nel bosco (San Martino).

E così, ieri pomeriggio all'imbrunire, ci siamo dati tutti appuntamento nella piazzetta del Mutter Zentrum. Circa un'ottantina di persone tra bambini, genitori, nonni, maestre e musicisti.
Accese le candeline, alcune mamme si sono occupate di distribuire fogli con testi di canzoni.
La mamma fotografa era pronta e con discrezione si è accovacciata nel cerchio formatosi attorno alla fontana.

Nel silenzio i flauti hanno iniziato a suonare, tutti cantavano e una magia di luce e musica ci ha accompagnati nel sentiero di un piccolo bosco alle spalle del centro storico.
L'atmosfera era di gioia e pace e le piccole lanterne splendevano come tante piccole stelle.

Appena arrivati in un'altra piccola piazza, ci siamo nuovamente disposti in cerchio e una maestra ha tenuto un breve discorso, che mi hanno tradotto, ha fatto gli auguri a tutti di pace e felicità. I canti sono ricominciati e piano piano ci siamo incanalati nel bosco. Ad attenderci alcune mamme con cestini colmi di dolcetti con mele, cannella e miele, confezionati uno a uno, a forma di stelle e cuori. Terminati i dolcetti grande festa danzante all'interno del Mutter Zentrum, giochi e torte per tutti.

Questi tedeschi non smettono di stupirmi.

mercoledì 12 novembre 2014

Risparmia e Rispetta.

Le temperature scendono e l'inverno è alle porte.

Ormai è un mesetto che vedo passeggini con la base pelosa, si insomma di vello d'agnello. Diversi siti indicano che il vello d'agnello sia addirittura indispensabile per il corretto sviluppo del bambino. Si avete capito bene, vostro figlio dorme sulla pelliccia di un agnello che è stato sacrificato per il bene dell'umanità, questo lo farà crescere meglio. 

Sarà dunque questo il segreto per crescere figli felici? 
ma 'Il silenzio degli innocenti' non vi ha insegnato niente???  Vogliamo davvero continuare a trovare ogni scusa per scuoiare gli animali? 

Voi continuate pure a crederci, siete liberi. 
Io negli ultimi anni mi sono avvicinata, con sempre più interesse ai tessuti sintetici, tecnici e mi sembra siano meglio. Ma non sono un'esperta, sono solo una mamma che cerca di capire, se ciò che è bene per i figli sia anche un bene per gli altri esseri viventi.

Così oggi dopo pranzo mi sono messa al lavoro con forbice, pennarello e centimetro.

Ecco qui il mio capolavoro! 
D'ora in poi, il mio piccolo circolerà con questa nuova versione invernale del passeggino! certo non è propriamente chic, fa un po' centro sociale...ma chi lo sa magari qualche agnello in paradiso apprezzerà l'iniziativa.



venerdì 7 novembre 2014

In odore di Nobel per la furbizia.


Stamattina la pioggia mi ha suggerito di non uscire in bicicletta, così ho inforcato il passeggino e via di corsa al Mutter Zentrum. Mio figlio negli ultimi mesi si ribella a questo mezzo di trasporto e questo rende ogni cosa più difficile, così l'ho legato come un salame.
Arrivati sotto il portico ho parcheggiatoe siamo saliti, il mio piccolo riconosce il posto e appena sente il campanello inizia a scalciare, per svestirlo e infilargli le babbucce è una lotta, immaginate una nuvoletta coi cerotti e martello. Non c'è un minuto da perdere!
Mentre mi tolgo le scarpe è già scomparso nel nulla.

All'interno del centro è presente una cucina e si sfornano torte, dolci tipici ogni mattina e ogni pomeriggio. 
Oggi toccava ad Hagrid. 

Hagrid, così soprannominata da me per la sua straordinaria somiglianza al personaggio di H.Potter, è una mamma esperta di dolci, spesso si occupa di distribuire bretzeln ma oggi ha voluto esagerare. Ha pensato potesse essere utile sedersi al tavolino coi bambini. Quando ho visto il suo corpo piegarsi ho iniziato a pensare 'Ussignur' e infatti...una botta paurosa!!! La sediolina si è aperta in quattro e Hagrid è finita con la testa nel termosifone. 
"Siamo in odore di Nobel per la furbizia!" ho esclamato, ma per fortuna nessuno mi ha capito. 
Pare che le sedioline dell'asilo non siano fabbricate dalla ThyssenKrupp, ma siano semplici sedioline per bambini, non è strano??
Nessuno si è scomposto. Tutto normale, Hagrid è stata aiutata da quattro mamme e si è rialzata con una certa non chalance.
Raccolte le macerie, è tornato il sereno.

Vi sembrerà incredibile ma in questi mesi mi è capitato diverse volte di vedere teteschi che cadono, soprattutto gli anziani, scarpusciano cavolo! Inciampano per uscire dai negozi, per le scale, cadono anche in bicicletta. Quest'estate una signora in tuta bianca, stile gelataia, mi ha superata in biciletta a un semaforo e pochi metri dopo l'ho ritrovata in un cespuglio a gambe all'aria, mentre due ragazzini seri seri l'aiutavano a ricomporsi. E io? io faccio davvero fatica, purtroppo nella mia famiglia si ride per queste cose. Pensate solo che un paio di mesi fa è caduta mia madre in piazza, mia sorella avvisata dell'accaduto ci ha messo due ore per riuscire a chiamarla, non riusciva a smettere di ridere! Mio padre era dal parrucchiere e lei è rimasta sola due ore a leccarsi le ferite. Poverina. 

Riuscirò mai a diventare una persona seria? non credo proprio...

giovedì 16 ottobre 2014

Ci vuole un fisico bestiale!

Schwimmbad amici!
Ecco la parola di oggi: Schwimmbad cioè piscina.
Anche Erding ha la sua piscina comunale, e ci mancherebbe penserete voi, non è poi così scontanto ma c'è! La piscina comunale di Erding ha una parte all'aperto per l'estate e una al coperto per l'inverno con tre piscine per i grandi e una per i bambini che non pagano l'ingresso fino ai 6 anni.
L'ingresso ha un costo di €3,80 e include l'utilizzo di tutte le piscine, degli spogliatoi, dell'area sauna e bagnoturco.  Ma si dai lo sapete che qui sono fissati con le saune perché fanno bene bla bla...comunque, all'interno ci sono anche due bar, perché la birra qui non deve mai mancare! Resta aperta dalle 8 alle 21,30 dal lunedì alla domenica.
Costa tanto? o poco? boh in questo momento non ho idea dei prezzi in Italia, ma a me onestamente sembra un buon prezzo.
Oggi come al solito non mi sono annoiata, appena arrivati mentre pagavo l'ingresso mio figlio è sparito nel nulla! si avete capito bene, è corso in cortile a giocare e mi ha fatto prendere un colpo. Negli spogliatoi è scappato nuovamente con indosso solo il pannolino da piscina e le crocs blu, altro giro altro regalo. Arriviamo alla piscina e manca poco che finiamo in acqua tutti e due perché alla vista dell'acqua ha iniziato a scalciare come un cavallo pazzo.

Ma eccomi finalmente su una sdraio, sdraiata? ma figuriamoci! Vigile e attenta l'ho seguito in lungo e in largo e per un'ora e mezza non è voluto uscire dall'acqua. Poi è arrivata la fame e il conseguente cambio pannolino. Risultato? durante il cambio è riuscito a fare la pupù sul mio accappatoio, di quella liquida, quella famosa della pubblicità. Non contento ci ha pucciato pure i piedi e ripulirlo è stato l'ennesimo divertimento. L'aria si è fatta subito pesante e credetemi l'odore che emanano i bambini è davvero insopportabile, ma che ve lo dico a fare, tanto lo sapete che è figo avere figli!

mercoledì 15 ottobre 2014

Non basta essere maiala per avere successo! (Parco Giochi vs Peppa Pig - 1:0)

Peppa Wutz in Tedeschia è la più famosa Peppa Pig per noi italiani.
Wutz è un termine del dialetto bavarese per definire il maiale. E adesso non fate i radical chic! E' impossibile non conoscerla, in televisione è un costante martello, su Rai Yoyo viene trasmessa per ore e ore, e se proprio non avete figli, l'avrete certo incontrata al supermercato, al bar, nei negozi d'abbigliamento, insomma Peppa per gli italiani è una vera e propria ossessione!

Prima di partire per la Tedeschia ammetto di averla vista anch'io, si è così. Riassumo brevemente: Peppa Pig racconta la quotidianità di una famiglia di 4 maiali, i figli sono Peppa e George, Peppa è la sorella maggiore, capricciosa e viziata, a tratti insopportabile. I genitori sono quasi sempre presenti, la madre è una donna lavoratrice tutto fare. Il padre è un po' goffo, profilo da ladro di angurie, imbranato in tutto, l'unica figura maschile senza senso dell'orientamento, insomma uno sfigato! E la figlia non perde occasione per deriderlo.  Peppa viene trasmessa poco qui in Tedeschia e non ha avuto nessun tipo di riscontro, tanté che girando in lungo e in largo non è semplice trovare gadget, qualcosina si, ma niente di clamoroso. Peppa non è piaciuta, non è strano? E' meglio o peggio? Non sta a me giudicare, ma una cosa è certa: la tv per bambini qui, funziona proprio diversamente. 

I cartoni, ad esempio, non seguono fasce orarie precise. Mi spiego meglio. Ogni giorno accendo la tv più o meno negli stessi orari e vediamo sempre cartoni animati diversi. Ipotizzo sia fatto appositamente per non creare dipendenza perché non saprei come altro spiegarlo. 

E qui si arriva al nocciolo della questione. 

Le mamme tedesche non amano particolarmente lasciare i bambini davanti alla TV, lo dimostra il fatto che sono diffusissime le tute da pioggia e da neve, completini impermeabili composti da pantalone, giacchetta, copri scarpe per i gattonatori o stivaletti per i bipedi. Acquisto indispensabile per poter portare i bambini nei parchi anche quando ha appena piovuto o nevicato. Insomma la pioggia non può essere una scusa e per loro è impensabile rimanere chiusi in casa per tutto l'inverno. Condivido questo pensiero e ho appena acquistato anch'io un completino per mio figlio, della serie caro inverno ci fai un baffo!! 

lunedì 13 ottobre 2014

Ciapa su e porta a ca'

Non voglio annoiarvi col mio primo giorno al Mutter Zentrum, perché è troppo figo e basta.
Ho invece conosciuto una donna molto interessante, Marlene. E' un insegnante d'inglese, ha tre figli (molto comune qui) parla tedesco, russo, polacco e al liceo ha studiato italiano. Facciamo subito amicizia,  si scusa per il suo italiano e iniziamo a parlare del corso di lingue che inizierò questo venerdì.
Si perché venerdì si comincia.
Marlene insegna in una delle tante scuole internazionali sparse sul territorio. Le scuole internazionali sono nate principalmente dall'esigenza di aiutare mamme e bambini stranieri ad integrarsi, sono veri e propri istituti riconosciuti e co-finanziati dallo Stato.
Arrivare in un Paese e pensare di non parlare la lingua, annulla quasi totalmente l'integrazione. Non è pensabile, ne per i figli, ne per i genitori. E il tedesco è difficile, inutile improvvisarsi, è una lingua complessa che va studiata, a meno che non si voglia passare il resto della vita a guardare la Rai.
Alla Scuola Internazionale si svolgono corsi di lingua tedesca per il livello base A1 e il livello avanzato B1. Le lezioni si tengono quattro giorni a settimana, in tre diverse fasce orarie, dalle 9 alle 21. Sono 5 ore di lezione al giorno. Ogni ora costa 1€ che viene versato giornalmente a seconda delle ore che decidi di fare. E i bambini che fine fanno? I bambini da 1 a 3 anni se ne stanno nell'area Kinder Garten per tutto il tempo delle lezioni e il servizio è incluso nella quota mensile. Si avete capito bene! Le mamme possono studiare in pace e bimbi sono al sicuro.
Marlene mi ha spiegato che in Germania, la politica è a favore della famiglia ed è importante che la donna conquisti la sua indipendenza, che possa svolgere un lavoro per realizzarsi e sostenere la famiglia e qui ne fanno di figli!
Terminato un anno di frequentazione bisogna superare un esame e loro garantiscono il livello di lingua che ti viene attribuito, ti consegnano un certificato per esempio B1 che ti consente di accedere subito ai colloqui di lavoro. Ora i più polemici di voi potrebbero anche avanzare una critica: per una mamma immigrata senza lavoro, anche  centosessanta euro al mese sono comunque tanti soldi!
A parte che se vivi in Italia sai perfettamente che non esistono questi istituti e per quanto mi riguarda dovremmo solo prendere esempio, ma aggiungo che le mamme a tempo pieno qui, ricevono un bonus mensile dallo Stato fino al compimento dei tre anni del figlio. 
Quindi, citu! CIAPA SU E PORTA A CA'!

sabato 4 ottobre 2014

Cinque minuti di cronaca al Tg delle 20

Paese che vai, usanze che trovi.
A Erding una gongolante cittadina a nord di Monaco si svolge il mercato ogni giovedì, e voi penserete: beh che c'è di strano? è tutto strano!
Intanto scordatevi cinesi e indiani con gli accessori tarocchi di ogni genere, ammetto di averli cercati, sapete la forza dell'abitudine! niente chanel, dior ma strudel e wurstel! Un pò disorientata dall'assenza di personale colored, mi sono accorta che nonostate la notevole quantità di persone, la maggior parte di loro impiegava il proprio tempo a fare la fila (vedi diapositiva) ogni banchetto la sua coda! e mentre i nostri pensionati italiani sfoggiano valigette con rotelle da ritorno al futuro, qui il cestino di vimini è l'accessorio più cool!
Distratta dal profumo dello strudel, non mi accorgo dell'arrivo di una scolaresca di prima elementare, che viene "liberata" proprio accanto al passeggino di mio figlio! Questione di pochi minuti, la maestra fece un discorso breve con voce ferma, i bambini erano in silenzio, quando all'improvviso scomparvero in gruppi di quattro. Ma che succede? dove vanno i bambini da soli in un mercato?? ho detto ad alta voce (tanto non mi capisce nessuno)
e invece una ragazza in fila con me aveva capito e in inglese mi ha spiegato che i bambini avevano il compito di disegnare una bancarella e scrivere un tema sul mercato. 
- Si ma senza la maestra? 
- Certo se ci sono problemi qualcuno li aiuta. 
- Li aiuta??
Sono quelli in momenti in cui ho la percezione di quanto in Italia sia diffusa la paura, la sfiducia nel prossimo, quella sensazione amara di pensare che se non sei un genitore o un tutore, non ti importerà niente di un bambino in difficoltà. Una scelta del genere da parte di una maestra italiana, le costerebbe il posto di lavoro con l'unico guadagno di cinque minuti di cronaca al Tg delle venti.
Ma basta scavalcare le Alpi per vedere con rinnovata fiducia anche un semplice mercato e sentire quella dolce sensazione di non essere soli.

sabato 20 settembre 2014

Ufficialmente Tetesca!

Una delle cose che amo di più della Baviera sono i centinaia di km di piste ciclabili!! In bici puoi raggiungere davvero ogni luogo, non solo girare dentro Monaco dove tutta l'urbanizzazione è studiata per consentire alle biciclette di correre felici, ma il bello è che le piste raggiungono tutte le cittadine!
Per i teteschi è normale! Normale?? per un'italiana è un sogno! 
Io a Torino, non solo ho rinunciato alla bicicletta, ma è durissima pure col passeggino, una gincana continua tra escrementi e radici, auto sui marciapiedi! un incubo!
Certo in Italia c'è il sole, la pizza, la mozzarella ma lasciatemelo dire sulle bici qui la sanno davvero lunga! Oggi abbiamo fatto l'acquisto definitivo: il carrellino porta bimbo!
Sono già gasata, corro a inaugurarlo! PISTAAAAAAAAAA